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martedì 11 giugno 2019

APPROFONDIMENTO: Perché proprio Garrus? (terza parte)


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Ormai sono trascorsi dieci anni e più, ma esiste ancora una fetta di giocatori affezionati alla cara, vecchia triade di giochi della BioWare del famoso comandante Shepard. Noi conosciamo bene questa saga al punto che in queste pagine stiamo rilasciando il quarto capitolo "scritto dai fan per i fan" con protagonista la Shepard personalizzata di Florence Castle. Ma perché la Castle ha insistito di voler dare maggior rilievo a uno dei compagni di Shepard tanto non solo da regalargli il ruolo di "fidanzato" ma anche di dedicargli intere sezioni della storia di cui sopra? Grazie anche all'aiuto dell'utente Tumblr Ace Queen King, in questo speciale in più parti cercheremo di fare chiarezza sul famoso/famigerato beniamino delle giocatrici di Mass Effect, Garrus Vakarian. 

Parte 3: Garrus come interesse amoroso (2 di 3)
Abbiamo visto come Garrus è sempre stato una spalla per Shepard, senza mai chiedere nulla in cambio. È stato proprio una sicurezza fin dall'inizio. Che poi come tutti i Turian, tende a comportarsi come se avesse sempre bisogno di dimostrare il proprio valore... e invece sotto è una persona piena di rimpianti ed insicurezze dovute ai propri fallimenti (i contrasti col padre, il sentirsi un poliziotto fallito, un vigilante fallito e probabilmente anche un Turian fallito), basta vedere come va in palla ogni volta che parla con Shepard di cose che non siano relative alla missione corrente o alla guerra. Ma andiamo con ordine...

My Archangel by kotorikurama
Kotorikurama, Il mio Archangel. Fanart digitale pubblicata su DeviantArt (2015).
In MASS EFFECT 2 (2010) Shepard muore, tutti i suoi compagni prendono strade diverse, ma più di tutti Garrus sembra subire gli effetti più drammatici. Molti fan della relazione (compresa la stessa Castle) lo attribuiscono al rimorso di non aver seguito Shepard quando ha avuto l'occasione - e se è vero che la comandante è il motivo per cui Garrus si reca su Omega, sta di fatto che egli non riesce a digerire come sia stata trattata l'anima di Paige e che è frustrato dall'ingiustizia. Capisce che tutti gli avvertimenti lanciati da Shepard al Consiglio siano stati ignorati. Quel che è peggio è che vede la sua migliore amica lentamente ridipinta dal suo stesso governo come una profetessa pazza. 
Garrus non lo accetta e così fugge su Omega, dove diventa più o meno come Paige: guida una squadra variegata di paladini della galassia e li riunisce sotto la sua bandiera... e poi naturalmente Sidonis lo tradisce. E sta morendo.
Ma, come si vede in questo video montato ad hoc dallo YouTuber Maetel Cho con la relazione completa, ecco che arriva Paige, la sua vecchia comandante, proprio nel momento del bisogno! E anche dal modo in cui si salutano, è chiaro che le cose sono cambiate: si chiamano per nome, quindi né Comandante né Vakarian, e Paige addirittura allarga le braccia come se volesse abbracciarlo! Per uno come Garrus - che innalza barriere invece di abbatterle - insistere che qualcuno lo chiami per nome e non col suo titolo è un bel passo avanti. E il fatto che ribadisca che le cose sono "come ai vecchi tempi" dimostra a tutti un individuo che vuole disperatamente riaccendere l'amicizia che i due avevano un tempo.
E quando torna a bordo della Normandy il suo primo pensiero è lei. E il loro rapporto si trasforma automaticamente nell'amicizia sviluppata tempo addietro. Esaminiamo il loro linguaggio corporeo nella prima scena post-reclutamento (parti dal minuto 5:55 nel video): Shepard è rilassata. Mantiene una certa distanza con Garrus in un modo che non si vede con altri personaggi, compresa Tali, al primo dialogo. La sua espressione ci suggerisce che è interessata a ciò che dice l'interlocutore, ecco perché lo segue nei suoi spostamenti per mantenere costantemente la distanza nel suo spazio personale. Garrus invece sembra concentrato quasi esclusivamente su di lei durante tutta la durata della scena. Le uniche volte in cui si allontana è quando chiama in causa la morte della sua squadra (china il capo ed esce dall'inquadratura).

MASS EFFECT 2 (2010). Al ritorno sulla Normandy, Garrus viene immediatamente medicato e questo è il suo nuovo aspetto. La "toppa" scomparirà nel capitolo successivo, lasciando più evidenti le cicatrici.
Poi c'è Occhio per occhio, la sua Missione Lealtà, più il famoso/famigerato siparietto su allungo e flessibilità al termine della stessa... ossia l'apice del loro rapporto, specialmente per una Shepard Eroe.
Prima di tutto, partiamo dalla missione in sé, di come Garrus e Paige siano sincronizzati durante tutto lo svolgimento. Qui Paige fa un passo indietro e segue gli ordini di Garrus. La differenza di grado tra i due scompare completamente - notare come Garrus non protesta se la comandante non è d'accordo con lui su quale sia la cosa migliore da fare. E anche se lui obbedisce alle sue volontà (non sparare ad Harkin, per esempio), spesso non indietreggia e opta per un piano alternativo (mettere KO Harkin con una testata). Ora non sono più maestra e allievo, ma compagni.
Anche quando i due sono in disaccordo nell'astroauto circa il futuro destino di Sidonis (dal minuto 19:35 nel video di cui sopra), notiamo che il loro linguaggio del corpo non ne mostri mai la rabbia, ma mantengono un costante e reciproco contatto visivo. Dopodiché, come ormai sappiamo, Shepard può decidere se dare a Garrus una linea di tiro libera oppure bloccarla.
La cosa sorprendente è che lei lo fa di continuo, ogni volta che sposta Sidonis un po' più lontano dalla bocca di fuoco di Garrus e, a sua volta, questi si rifiuta di sparare.
In effetti è evidente che Paige non permetta mai a Garrus di premere il grilletto. Come Isaac Newton ci insegna, qualsiasi colpo sparato ucciderebbe Sidonis. Ma lei lo costringe a scegliere tra ucciderli entrambi o nessuno. Lo sta sfidando, forzandolo a riflettere su ciò che vuole davvero, ma non c'è dubbio che tenga.
Ed è allora che Garrus capisce che lei è più importante per lui, tanto da preferire abbassare il fucile che fare del male a Paige... per lui questa è una vera rivelazione!
Questa è la prima volta in cui Garrus si rifiuta di sacrificare un innocente per colpire un bersaglio. Situazione del tutto differente al suo confronto con Saleon in MASS EFFECT (2007). Per lui le vittime del Salarian «erano già morte», ma qui stiamo parlando di Paige, che è già morta (e presto lo sarà di nuovo, missione suicida e tutto il resto) - e non può sparare. Egli supplica Paige di spostarsi, ma non la minaccia mai che lo farebbe comunque se solo potesse. Lei significa molto per lui al punto che qui di fatto è disposto ad abbandonare del tutto il suo retaggio culturale. La prospettiva Turian afferma, come direbbe Sentinel Prime nel film TRANSFORMERS 3 (2011), che «le esigenze di molti contano più di quelle dei pochi»; vale a dire che per lui portare la pace alle famiglie della sua squadra dovrebbe essere più importante dell'uccidere Shepard, ma non questa volta.
«Tutti hanno una scelta» dice Garrus tra sé; e sceglie lei, cioè l'opzione che garantisca la sua sicurezza perché realizza che è ciò che vuole, nonostante tutto.
C'è un enorme cambiamento nel loro linguaggio corporeo quando Paige torna dal colloquio con Sidonis (dal minuto 24:20 del video). Durante il dialogo, la comandante dice: «So che non è andata come pensavi, ma credo che sia stato meglio così» e, per la prima volta, sfiora la spalla di Garrus.
L'atteggiamento di Garrus, che è già focalizzato su di lei, appare invece più accentuato: china la testa in avanti per guardarla più da vicino. D'altro canto, Paige è talmente presa da lui che, se si piegasse ancora più in avanti, gli cadrebbe addosso. Probabilmente questa è la prima volta che uno pensi all'altra sul piano romantico, il primo indizio che c'è qualcosa di più del semplice legame comandante/soldato, maestra/allievo o anche compagni d'armi.

Questo significa che l'unica persona di cui Garrus si fida come complice è Paige e, alla fine della missione, l'unica che gli guarderebbe le spalle a prescindere dalla situazione è una donna umana. Garrus si preoccupa per lei, e molto!
Ora, la scena successiva (quella sull'allungo e flessibilità - parti dal minuto 25:25 del video), è chiaramente quella da cui si uscirà dalla zona amicizia. Molti credono che Garrus sia sorpreso dalla proposta di Shepard e quindi che non abbia mai pensato a lei come "fidanzata" prima d'ora. Niente di più falso: egli la sta palesemente corteggiando durante il suo aneddoto su come i Turian si preparano alle operazioni ad alto rischio.
Primo, Garrus cambia di nuovo discorso se si lascia la stanza e si torna subito dopo. Secondo, guardate come cambia il suo linguaggio corporeo durante tale scena (salta al minuto 26:46): Shepard è seduta in angolo a gambe divaricate - posa inconcepibile per una donna, nonché innaturale - e l'idea viene addirittura accentuata se indossa l'abito da sera della missione di Kasumi; è un chiaro segno che lei è interessata all'argomento. Per tutta risposta, Garrus diventa nervoso e inizia a vagare per la stanza. Ma quando si arriva alla parte «Potremmo sfogarci insieme», lui si volta a ricambiarle lo sguardo perché sta cercando di attirare la sua attenzione.
Ben più evidente se invece non caschiamo nella trappola (o in caso di uno Shepard maschio) - nel tentativo di testare letteralmente il proprio allungo e flessibilità, Garrus abbassa la guardia e si fa una bella risata. Qui sta tastando il terreno, per capire se lei "ci sta" oppure no. Ma cosa succede se invece diamo risposta affermativa? Ecco uno stralcio dalla novelization della Castle, in cui viene descritto il disagio di Garrus alla "proposta indecente" di Shepard:
«Improvvisamente Garrus divenne rosso in viso; di cosa stava parlando la sua amica comandante? Per quale motivo vorrebbe menare le mani con lui? Non era il suo mentore fino a poco tempo prima? Sì, certo, l'ex Arcangelo di Omega ricordò che Paige lo portava spesso in missione come complementare delle sue abilità biotiche, una tradizione che risaliva a quella volta in cui i due dovevano salvare la dottoressa Michel dagli scagnozzi di Fist, inviati nella clinica della donna per costringerla a non raccontare nulla su una certa Quarian, l'allora giovanissima Tali. Sistemati gli aguzzini, però, Paige lo rimproverò per essere stato troppo impulsivo e che se non avesse prestato maggiore attenzione avrebbe certo ucciso l'ostaggio. Il poveraccio, all'epoca ancora agente dell'SSC, si giustificò che "aveva reagito d'istinto" ma, riconoscendo l'errore, si rassegnò; dopo essere stata eletta Spettro, Paige decise così di metterlo sotto la sua ala per tenerlo in riga nella speranza che non si sarebbe più cacciato nei guai in sua assenza. Da allora, Garrus era diventato il suo allievo, ma trascorsi due anni il giovanotto impacciato in tuta nera e blu si era trasformato in un brillante guerriero armato di Factotum e fucile di precisione.
Ma perché quella proposta insolita? Era stato lo spavento di averlo visto quasi morto su Omega a scatenare questo improvviso, maggior attaccamento nei suoi confronti? Garrus si grattò un poco il mento e promise a se stesso che avrebbe risolto da solo questo mistero...»
E qui inizia subito a balbettare, ma perde del tutto la testa nell'attimo in cui Paige tira in ballo uno spareggio. In un raro momento di riflessione, lui fa un passo indietro, totalmente sopraffatto perché non si è mai aspettato un sì da lei!
E' qui che apprendiamo un nuovo lato di Garrus, ossia impacciato e insicuro, quasi allo stesso modo di Alistair in DRAGON AGE: Origins (2008-09) quando un Custode femmina gli chiede se non abbia mai avuto un rapporto intimo, data la sua infanzia quasi del tutto trascorsa in Chiesa. In effetti, almeno con la Shepard personalizzata di Castle, tutto il quadro d'insieme (una ragazza di bell'aspetto che respinge tutti gli uomini che le fanno la corte, un mostro che ha subito una ferita quasi fatale scatenando la iperprotettività dell'eroina, il fatto che egli abbia iniziato gradualmente ad affezionarle...) è sorprendentemente un rimando al film d'animazione Disney La Bella e la Bestia. Seguendo questo ragionamento, quindi, Garrus avrebbe un'opinione molto ristretta di sé come partner dovuto all'essere Turian, possibili e infelici relazioni passate, sentirsi inferiore rispetto ai suoi familiari, eccetera. Non si è mai aspettato che lei ne sarebbe... entusiasta, soprattutto per lui.
Ma lui decide di provarci comunque. Notare come sia inquadrato (fotogramma al minuto 28:45) in modo da lasciare visibili quelle parti del corpo considerate per i Turian attraenti - fianchi e cresta - alla battuta: «[...] E se troveremo un modo per farla funzionare, allora... sì, sicuramente!». E le mandibole sono piegate all'ingiù, forse in un sorriso.
E tornando all'adattamento della Castle, a proposito della scena successiva, leggiamo quanto segue:
«Il viaggio di ritorno verso la Normandy fu compiuto in totale silenzio, con Shepard davanti e Garrus appena dietro, a tre passi di distanza; ma sembrava pensieroso e irrequieto. Una volta a bordo, altrettanto nervosamente si rintanò nel suo habitat naturale, la camera della batteria primaria al ponte 3, per immergersi di nuovo "nel mezzo di alcune calibrature". Per tutto il pomeriggio, però, era distratto, svogliato e soprattutto... strano. L'immagine di Paige con il suo improvviso desiderio di "sfogare lo stress" insieme era rimasta impressa nella mente, così tormentata che rischiava di esplodere da un momento all'altro. In fondo, quello tra lui e Paige era solo un gioco di fiducia, innocuo e passeggero, e poi sarebbero tornati a guardarsi le spalle a vicenda. Come ai vecchi tempi. I due erano solo amici, no?
Il Turian cominciò a camminare nervosamente avanti e indietro per la stanza, sentendo il cuore battere fortissimo sotto la corazza e il sangue ribollire alle tempie. No, la fiducia tra amici era superata da un pezzo e qualcosa in lui lo spinse a prendere l'istinto di correre da Paige a dirle... cosa doveva dire esattamente? Cosa gli stava accadendo? Stava forse impazzendo? Se sì, impazziva per cosa? Quale era la causa della sua improvvisa irrequietezza? Non riusciva a dare una spiegazione valida a tutto questo. [...]
Poi, d'improvviso, un flash... di nuovo nel mondo reale. Ma certo! Come aveva fatto a essere così cieco? L'eccessiva premura di Paige nei suoi confronti potrebbe essere l'indice di qualcosa di più grande, che provasse almeno un briciolo di affetto... e non quello tipico dell'amicizia, andava oltre a quel mondo! Ora Garrus doveva davvero correre da lei e dirle quanto... no, questo non era possibile! Lui era un Turian e lei un'umana. Come potevano sopportarsi a vicenda se appartenevano a due specie diverse? Ma poi rifletté un attimo e corresse il tiro: Paige, bella e intrigante, non ne voleva sapere di cotte e fidanzati fin dai tempi della strage di Akuze... e l'ex Arcangelo di Omega aveva impiegato almeno due anni per farsi finalmente trafiggere, come nelle storie della mitologia greca tanto amate da Paige, da una freccia di Cupido... e tutto per un'umana! Questo spiegava l'improvvisa agitazione che lo aveva spinto a girare per la stanza come un Varren rabbioso chiuso in gabbia! Adesso sì che doveva raccontare tutto a Paige, e invece di richiamarla giù al ponte 3 con una scusa banale, forse un altro aggiornamento dell'artiglieria della nave, trovò la donna già davanti al naso e pronta a conversare ancora col suo Turian preferito.»
E adesso?, domanda l'autrice. L'atteggiamento di Garrus cambia drasticamente ora che ha capito che la loro sta diventando una relazione seria. Così, per far capire che si tratta di un dialogo intimo (ed è una novità, tra l'altro), chiude la porta della stanza. Ed è molto nervoso prima di aprir bocca - e le mandibole si muovono esattamente quando in precedenza parlava con/a proposito di Sidonis. 
La conversazione è estremamente cruciale, perché è qui che le dice ingenuamente che "può trovare uno di più adatto a lei". Vale a dire chiederle un impegno, il che è strano per lui: se loro due sono solo amici, vista la scarsa disponibilità di pretendenti appetibili, è in genere ciò che delinea una relazione.
Inoltre, stiamo parlando di una relazione che richiede molto investimento da entrambe le parti, essendo appartenenti a specie diverse. Non potranno mai mangiare le stesse cose, non avranno le stesse festività, la stessa cultura perfino. E non è neanche una coppia inter-specie comune - di solito si vedono umani e Turian con una partner Asari, e mai tra di loro. Non sa nemmeno se lei è preparata per questo!
Ma se lei è disposta a correre questo rischio, lui lo è altrettanto. Ecco perché le chiede se è davvero sicura di voler evolvere il loro rapporto in qualcosa di più. La reazione di Shepard (anzi, di Paige) è racchiusa in quest'altro estratto dalla novelization:
«Veramente Garrus era già imbarazzato di suo [...] ed era così teso che avrebbe nascosto la testa sotto la sabbia perché Paige non si accorgesse del pasticcio scatenato dalla sua boccaccia infernale. Tuttavia, la donna non si sentì né offesa né arrabbiata e, anzi, vedere quel poveraccio così goffo e impacciato le faceva tanta tenerezza, tanto da accarezzargli il petto, afferrargli le mani e abbassare la voce mentre gli chiedeva con dolcezza: ― Ne sei sicuro, tesoro? Se ti metto a disagio, non c'è problema. Non voglio farti pressione.
"Tesoro". Mai sentita quella parola. Garrus era sempre più teso e immaginò che il vezzeggiativo sia stato buttato lì apposta o in modo involontario... e invece Paige l'aveva usato con un modo tanto rassicurante che il Turian si rilassò un poco...»
Avete capito? Quello di afferrargli le mani è una licenza artistica dell'autrice, ma la carezza sul petto invece avviene realmente nella scena (intervallo tra il minuto 30:10 e 30:15). Badate bene che non ci si aspetta un gesto affettuoso del genere tra amici, ma tra due innamorati - certo, l'amore tra i due è ancora acerbo, ma quello è un indizio importante!
Pertanto sì, siamo finalmente fuori dalla zona amicizia. 
Curiosamente questo dettaglio viene enfatizzato dal finale del DLC L'Ombra, in cui Liara ci domanda per cosa combattiamo... e qui aggiunge una frase assente in qualunque altra versione di Shepard: «Per la possibilità di dare un po' di pace a Garrus?». Logicamente la nostra Paige risponderà di sì, aggiungendo in tono quasi ironico di "non aver mai pensato di trovare la pace tra le braccia di un Turian". Ricordiamo che questa Shepard è più emotiva del personaggio predefinito e, come abbiamo detto qui, "Paige vede in Garrus come l'unico salvagente che la salverebbe dall'abisso della solitudine e dal senso di colpa di non aver fatto un buon lavoro, nel bene o nel male".


The best type of kiss by xLacie
xLacie, Il miglior bacio. Fanart digitale pubblicata su DeviantArt (2014).
Il culmine di tutta la parentesi di MASS EFFECT 2 avviene nella famosa scena pre-missione suicida, che segna il passaggio dall'amicizia all'infatuazione (parti dal minuto 33:00). Qui vediamo Garrus per la prima volta letteralmente senza corazza, in abiti casual almeno, e si ritrova a dover ammettere ciò che desidera davvero: «Voglio che qualcosa vada per il verso giusto, una volta tanto». Non è tanto il sesso a spaventarlo, ma più che altro l'idea che lei non se la senta di andare fino in fondo al punto a rompere lì la relazione, senza incredibilmente spezzargli il cuore.
Ed ecco, al minuto 34:25, l'attimo in cui Shepard riesce effettivamente a consolarlo ancora una volta con una carezza... e per giunta sul lato del volto sfigurato dalle cicatrici. Si tratta di un gesto di conforto e allo stesso tempo di intimità fisica (le pupille dilatate di Garrus e il capo chino suggeriscono che tale gesto abbia lo stesso significato sia per i Turian sia per gli umani).
Non sappiamo nulla del loro momento intimo dopo il "bacio della fronte" e la carezza sulla spalla da parte di Garrus, ma sappiamo solo che alla fine è davvero andato tutto per il verso giusto. 
La Castle, per rimediare alla cosa, prova a immaginarlo senza essere troppo esplicita: Paige è stanca, ferita emotivamente, e invasa da così tanti sentimenti da quasi esplodere in un esaurimento nervoso. Ed è in quel momento che confessa di non essere mai stata in grado di innamorarsi di un uomo - ci era quasi riuscita con un compagno di squadra dei tempi di Akuze, prima che questi morisse sotto i suoi occhi. Ciò spinge la comandante ad abbracciare Garrus quasi come a prendere alla lettera un commento di Kelly Chambers: «Mi viene voglia di stringerlo a me e sussurrargli "Andrà tutto bene"». E alla fine della storia, i due si ritrovano nuovamente nella camera di Paige e accoccolati sul letto, e Garrus tenta addirittura di baciarla se non fosse per una chiamata urgente dall'Alleanza: gli eventi del DLC Avvento costringono i due a dover separarsi per l'ennesima volta...
(Continua...)

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Parte 3
Parte 4
Parte 5

APPROFONDIMENTO: Perché proprio Garrus? (seconda parte)

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Ormai sono trascorsi dieci anni e più, ma esiste ancora una fetta di giocatori affezionati alla cara, vecchia triade di giochi della BioWare del famoso comandante Shepard. Noi conosciamo bene questa saga al punto che in queste pagine stiamo rilasciando il quarto capitolo "scritto dai fan per i fan" con protagonista la Shepard personalizzata di Florence Castle. Ma perché la Castle ha insistito di voler dare maggior rilievo a uno dei compagni di Shepard tanto non solo da regalargli il ruolo di "fidanzato" ma anche di dedicargli intere sezioni della storia di cui sopra? Grazie anche all'aiuto dell'utente Tumblr Ace Queen King, in questo speciale in più parti cercheremo di fare chiarezza sul famoso/famigerato beniamino delle giocatrici di Mass Effect, Garrus Vakarian. 

Parte 2: Garrus come interesse amoroso (1 di 3)
Finora abbiamo parlato di Garrus genericamente sul suo ruolo di amico, ma cosa accadrebbe se una Shepard femmina decidesse di approfondire la relazione con lui oltre il piano platonico? Purtroppo questa parentesi è più articolata e più lunga, perciò abbiamo preferito dividerla in tre sezioni - l'evoluzione nella Trilogia e il culmine, svelando eventualmente qualche anticipazione sul Progetto Aftermath della nostra Florence Castle.
Partiamo dal presupposto che quella di Garrus è stata riconosciuta dalle fan più sfegatate come la relazione per antonomasia, forse per via della sua somiglianza con le grandi storie d'amore dei blockbuster hollywoodiani di successo (se non addirittura dei film d'animazione Disney) o anche da quelle della saga DRAGON AGE, anch'essa figlia della BioWare, che ha procurato al pubblico femminile più sospiri e montagne di fazzoletti consumati dalle troppe lacrime che altro. Abbiamo inoltre già discusso su come si sposino bene insieme o su ciò che li rende una bella coppia. Quello che reputiamo particolarmente interessante è che la cosiddetta "Romance Shakarian" sia stata costruita non tanto su cosa dicono i due personaggi, quanto su come lo dicono.

ME1 Ellis Shepard and Garrus 1 by chicksaw2002
Garrus e Shepard in MASS EFFECT (2007).

Il rapporto tra Garrus e Shepard segue lo schema amicizia/infatuazione/innamoramento, e il fattore "amicizia" si concentra quasi interamente in MASS EFFECT (2007) - infatti è il massimo che possiamo ottenere da lui durante l'intero svolgimento del gioco. Sappiamo già che i due sono uno il complementare dell'altra, ma come si sviluppa la loro relazione?
All'epoca in cui è stato rilasciato il gioco, era inconcepibile che un umano (anzi, un'umana) si sarebbe innamorato di un Turian allo stesso modo di Ashley, Kaidan e/o Liara. E comunque visto il cattivo sangue che è sempre corso tra le due specie dopo la Guerra del Primo Contatto, ciò era probabilmente un ulteriore deterrente. E' stato quindi deciso che forse è giusto far sì che Garrus e Shepard coltivino prima un rapporto di fiducia reciproca.
Ecco perché lo vediamo, fin dall'inizio, idolatrare la comandante. Per lui Paige rappresenta una donna che ha tutto ciò che vuole: uno Spettro che rattoppa le pecche della galassia con un minimo di discrezione. Le piace anche come persona - è gentile, ha una mira infallibile e lo ascolta. Tuttavia Garrus ribadisce spesso che, come si suol dire, è bravo ma non si applica: l'Esecutore Pallin - con cui è sempre in contrasto - crede sia un buon ufficiale ma non uno che porta pazienza; Harkin - il poliziotto corrotto del mondo di MASS EFFECT - lo definisce «una testa calda che pensa ancora di poter salvare l'universo». Insomma, non sembra proprio felice all'SSC, e sembra rimpiangere di non voler «trovarsi dalla parte opposta della barricata», ma con Shepard egli nutre il sospetto che l'abbia palesemente fatto per anni.
Rispetta molto Paige, più di Kaidan o Ashley, e la chiama "comandante" o "signora" - quindi mantiene una certa distanza. Fa del suo meglio per rendersi utile sulla Normandy e nonostante non perda le staffe con ogni singolo compagno di squadra, non è mai scortese con Paige: infatti, anche quando la comandante esprime opinioni con cui egli non è d'accordo, non discute, anzi si limita a rispondere: «Ci penserò», oppure: «Capisco cosa intendi».
E' un lontano richiamo di come tratta l'Esecutore suo capo («Così sono andato da Pallin e gli ho detto esattamente come stavano le cose.») o, nei fumetti, il suo stesso padre («Facile per te, sparare sentenze da dietro una scrivania!» - Fonte: MASS EFFECT: Homeworld #4). Garrus inizia ad addolcirsi con lei, ma in realtà lo fa per rispettarla in un modo che non si aspetterebbe con altre figure autoritarie della sua vita. E l'insegnamento di Shepard - a prescindere dalla natura di quest'ultima - spinge Garrus a capire che proteggere i più deboli significhi sfondare qualche porta (via del Rinnegato) o che sia meglio lasciare libero un sospettato pur di rispettare la legge (via dell'Eroe).


MASS EFFECT (2007). Garrus all'accampamento Salarian su Virmire.

Ora, moltissimi hanno voluto che Garrus fosse un'opzione di corteggiamento fin dal primo MASS EFFECT (ne è un esempio il fumetto tutt'ora incompiuto Lo Spettro e Archangel dell'artista DeviantArt di origini spagnole ErsbethShadowSong), ma come abbiamo già detto all'inizio forse è già perfetto anche così, come a dire: «Figuriamoci se un umano potrebbe mai trovare attraente un Turian!». E poi, anche se fosse stato possibile, non sarebbe nelle corde di un protagonista Eroe/Esemplare. Esiste una differenza pesantemente marcata tra i due e inoltre sono amichevoli di carattere... o meglio, per lui Shepard è la Comandante (dopotutto, è così che la chiama quasi sempre). Come se non bastasse il loro rapporto non è equo, e semplicemente non riusciamo a immaginare una Shepard Esemplare chiedere di "leccare un lampione", citando DRAGON AGE: Origins (2008-09). Al massimo una Shepard Rinnegata, del tutto simile per Shepard uomo alla scena intima "mordi e fuggi" con Jack nel secondo capitolo.
Durante la caccia a Saren, Garrus e Paige sviluppano un forte legame e un'amicizia leggera. Il primo inizia a confidarle informazioni sempre più personali (i contrasti col padre, i grattacapi con l'SSC...), nonché i suoi dubbi su Saren e il Consiglio; la seconda lo sprona - in un modo o nell'altro - a essere migliore, e lui ne è riconoscente e la ringrazia per questo. Che Garrus sia "buono" o "cattivo", tra i due si sviluppa un rapporto mentore/allievo; non importa quale strada Garrus intraprenderà alla fine, Paige è una presenza fissa nella sua vita.
E indipendentemente dalla nostra morale, Garrus ammette che la sua permanenza sulla Normandy "gli ha insegnato molto". Considerando il suo commento sul voler vedere come funzionano le cose al di fuori dell'SSC, è plausibile che Garrus si senta un po' spiazzato dalla cultura umana. Come mai?
Umani e Turian hanno filosofie completamente diverse, quasi antitetiche. Quella opprimente di questi ultimi si basa sul collettivismo: fare ciò che è giusto per la specie nel suo insieme. Esiste una forte pressione sull'appartenere alla società Turian, quella a causa della quale Garrus si sta chiaramente logorando; non gli piace credere ciò che sia giusto per gli altri ma che lui disapprova - e che gli umani non sono costretti a farlo. C'è anche un forte spirito di sacrificio tra i Turian, ossia soffrire per una buona causa è una buona azione. E' naturale per un impero aggressivo come quello Turian, ma può anche spingere individui come Garrus ad accettare incarichi in cui non si sentono a proprio agio perché temono di commettere degli errori. Noi umani, ovviamente, diremmo che sia saggio fare qualcos'altro o la nostra abilità ne risentirebbe. Visti alcuni altri commenti di Garrus e il rapporto notoriamente precario tra umani e Turian, è certo che il restare sulla Normandy sia addirittura il primo segnale che Garrus è molto esposto alla cultura individualista degli umani.
Quindi egli muta atteggiamento, e pian piano sta diventando un "pessimo Turian".
(Continua...)

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Parte 2
Parte 4
Parte 5

domenica 9 giugno 2019

APPROFONDIMENTO: Perché proprio Garrus? (prima parte)

Mass Effect Logo.jpg
Ormai sono trascorsi dieci anni e più, ma esiste ancora una fetta di giocatori affezionati alla cara, vecchia triade di giochi della BioWare del famoso comandante Shepard. Noi conosciamo bene questa saga al punto che in queste pagine stiamo rilasciando il quarto capitolo "scritto dai fan per i fan" con protagonista la Shepard personalizzata di Florence Castle. Ma perché la Castle ha insistito di voler dare maggior rilievo a uno dei compagni di Shepard tanto non solo da regalargli il ruolo di "fidanzato" ma anche di dedicargli intere sezioni della storia di cui sopra? Grazie anche all'aiuto dell'utente Tumblr Ace Queen King, in questo speciale in più parti cercheremo di fare chiarezza sul famoso/famigerato beniamino delle giocatrici di Mass Effect, Garrus Vakarian. 

Parte 1: Garrus come compagno di squadra
Cargo Bay Standoff by ThunderheadFred
ThunderheadHead, Stallo nella stiva. Fanart digitale pubblicata su DeviantArt (2018).

Come tutti sanno, Garrus non è solo il miglior amico di Shepard, ma anche la sua spalla. Uno completa diligentemente l'altra e il loro contrasto serve a enfatizzare il tema del gioco. 
Pensateci bene: Garrus è un membro di una delle specie del Consiglio, coprendo un ruolo tradizionale nella società Turian come paciere (seguendo una carriera come soldato durante l'addestramento base obbligatorio). Tuttavia, egli si sente schiacciato da regole e regolamenti, e non può stare a guardare mentre un'ingiustizia resta impunita. 
All'opposto, Shepard (o Paige, nel nostro caso) non viene da una specie del Consiglio, ed è un soldato volontario. Il suo ruolo è tutt'altro che tradizionale: ella è il primo Spettro umano, e la sua carriera di soldato è già ampiamente insolita - senza contare che l'eroina della Castle è anche una biotica! E mentre Garrus brama di infrangere le regole, Paige lo fa per istinto, e spesso per un buon motivo. In quanto Spettro, sta costantemente al di sopra della legge.
E' facile notare come Garrus ci segua come un cagnolino. C'è qualcosa di unico che lo spinge a idolatrarci, il che può sembrare strano perché non ha neppure un'età esatta. Tenendo presente che i giovani Turian ricevono l'addestramento obbligatorio a quindici anni, c'è una buona probabilità che sia coetaneo o addirittura un pelo più anziano della protagonista. Invece, secondo le fonti ufficiali, nello specifico lo scrittore Patrick Weekes, l'età del personaggio è fissata a 2-4 anni in meno rispetto a Shepard.
Non è neanche un novellino del mestiere - tant'è che Garrus ammette persino che non è il suo primo incarico, quando lo si incontra per la prima volta. Certo, essere assegnato ad un compito ad alta priorità come l'indagine su Saren dimostra che Garrus è probabilmente un bravo detective, seppur un po' estremo nei suoi metodi. Non è un ragazzino che ha bisogno di essere coccolato quasi alla stregua di Bumblebee, celeberrimo Transformer della fazione Autobot tornato di recente in auge grazie al film omonimo uscito lo scorso Dicembre.
Infatti, Garrus è molto immaturo in MASS EFFECT (2007), forse perché influenzato dal suo background: per tutto il suo soggiorno alla Cittadella egli è l'ombra di un Turian, che emula disperatamente una figura ideale (probabilmente suo padre), nonché sordo ai commenti razzisti di alcuni dei nostri compagni di squadra; puntualizza ripetutamente come i Turian dovrebbero fare le cose per bene; è molto orgoglioso del suo retaggio culturale. Nonostante sia già un adulto con un lavoro stabile, però, Garrus potrebbe addirittura non aver pensato al suo ruolo nella vita... semplicemente, fa ciò che la società si aspetta che faccia.
Almeno finché non fugge con Paige, e qui inizia effettivamente a crescere un po'. Se si segue la via Esemplare (o dell'Eroe), ella soddisfa la sua pazienza e lo convince di fatto sull'importanza di "fare le cose per bene". In quest'ottica gli insegna che conta più sul come si fanno le cose e che è meglio lasciare un sospettato a piede libero che costringere un innocente alla resa. Una riflessione totalmente antitetica rispetto al pensiero Turian, visto il loro ferreo attaccamento al sacrificio: per loro "Morire per la causa" è letteralmente un inno.
In quel momento Garrus è l'incarnazione del tema della storia: le fondamenta per la comunicazione e lo sviluppo interculturale tra le specie. E non è un caso che, alla fine del gioco, egli dica a Paige che le ha "dato qualcosa su cui riflettere".


ME2 Archangel - Garrus Vakarian by chicksaw2002
Il nuovo look di Garrus in MASS EFFECT 2 (2010). Eccolo su Omega nei panni di Archangel, durante la sua missione di reclutamento.
















Ovviamente non si limita solo a riflettere nel passaggio verso MASS EFFECT 2 (2010). Nella seconda parte tratteremo più a fondo sulla sua relazione, ma vi basta sapere che anche se qui è palesemente cambiato, Garrus si comporta ancora come una spalla per Paige.

All'inizio dell'avventura Paige fu data per dispersa e la sua squadra prende strade diverse. Quando viene miracolosamente resuscitata, viene (letteralmente) ricostruita da zero, potenziata ciberneticamente e dimenticata dal suo vecchio equipaggio. Garrus invece perde l'intera squadra, viene gravemente ferito, potenziato ciberneticamente e del tutto estraniato dalla società Turian come un qualsiasi agente di Cerberus - rimarcato anche dal suo potere passivo, che ora prende il nome di "Ribelle Turian".
Si può dire che la loro amicizia stia diventando più forte durante MASS EFFECT 2, oppure che i loro sentimenti si stiano evolvendo in qualcosa di più profondo... ma questa è solo un'anticipazione di ciò che vedremo nella seconda parte! Comunque sia, Paige e Garrus possono interagire tra di loro meglio di chiunque altro, perché nessun'altro sulla Normandy è diventato un sopravvissuto come loro. Se la protagonista (come lo è Paige) è una Superstite come Profilo psicologico, è addirittura più facile notare quanto siano simili - ne avevamo già parlato nell'analisi dettagliata pubblicata tempo fa, di cui citiamo il seguente passo:
«Sebbene siano fisicamente incompatibili [...], i loro background sono segnati dalle profonde cicatrici lasciate dalla morte delle loro rispettive squadre, causata da un Divoratore nel caso di Paige e da un compagno traditore in quello di Garrus. Ciò porta a far pensare che entrambi non sopportino l'idea che "l’uno non potrebbe mai farcela senza l’altra" e che basterebbe anche un solo piccolo errore per spezzare l'equilibrio; ecco perché Paige vede in Garrus come l'unico salvagente che la salverebbe dall'abisso della solitudine e dal senso di colpa di non aver fatto un buon lavoro, nel bene o nel male.»
Quindi Garrus non è più il cagnolino che obbedisce a ogni ordine di Shepard. Occhio per occhio, la sua Missione Lealtà, mette in evidenza che sta correggendo il tiro - e si può anche discutere con Garrus, questa è la sua missione. Le sue regole. Non lascia più spazio a Paige; può rispettare la sua opinione, ma questa è la sua causa. Lei è solo un aiuto. Non si può impedirgli di far del male a Harkin/Oblio - situazione del tutto differente quando Garrus si era fatto da parte dinanzi al Dottor Heart perché gliel'abbiamo imposto noi.
Similmente, l'unico modo effettivo di impedire a Garrus di uccidere Sidonis è costringerlo facendo leva sulla nostra amicizia nei suoi confronti oscurandogli il mirino con la testa. Paige scommette la sua stessa vita e se le sue intenzioni sono dettate dalla mano del giocatore, appare chiaro che, se al suo posto ci fosse stato qualcun altro, Garrus gli avrebbe sparato.
Invece no. E' di Shepard che stiamo parlando, e nessuno lo capisce meglio. Se Paige è disposta a sacrificarsi per impedirgli di uccidere Sidonis, di certo è un sacrificio che non vorrebbe sulla coscienza. 
Neanche a dirlo, per questo assurdo gesto egli sarà arrabbiato con lei: gli stiamo letteralmente chiedendo di scegliere tra la vendetta (e la giustizia) o Paige... e lui ha optato per la seconda. In pratica Garrus volta le spalle al suo credo instillatogli dal suo lavoro, la sua famiglia e la sua cultura per l'amicizia di Paige. Un enorme progresso.
Da qui in poi Garrus è il nostro migliore amico, e quando lo aiutiamo a scoprire che nell'universo esiste anche il grigio (celebre la frase: «È molto più facile vedere il mondo in bianco e nero. Il grigio... Non so cosa fare con il grigio.»), è anche un'esperienza che parla per Paige. Ella infatti è costretta a compiere certe azioni in un mondo moralmente grigio in ME2 - l'intera cornice, ossia lavorare per Cerberus, è qualcosa di neanche lontanamente "pulito" e luminoso rispetto a quella dell'Alleanza nel capitolo precedente.

Garrus e Shepard nella batteria primaria della Normandy, durante le vicende di MASS EFFECT 3 (2012).


Passando a MASS EFFECT 3 (2012), Shepard è stata disonorata - sbattuta in prigione dal suo stesso governo con l'accusa di terrorismo. Nessuno le crede sulla minaccia dei Razziatori. Alcuni non sono neanche sicuri se la sua lealtà sia per l'Alleanza o per Cerberus, per quante volte abbia mandato al diavolo l'Uomo Misterioso. Quando Paige lascia la Terra, l'unica persona a credere che lei possa farcela è l'Ammiraglio Anderson - e questi sceglie di restare indietro. Paige è rimasta ancora una volta senza alleati, ma disposta a fare ciò che è necessario per finire il lavoro.

Al contrario Garrus viene lodato dal suo governo. Grazie agli agganci di suo padre, è riuscito a ottenere un colloquio con il Primarca, e la sua influenza viene per certi versi trattata con serietà. Di riflesso, grazie a Garrus la Gerarchia Turian è riuscita a prepararsi al meglio all'invasione. E lui è trattato molto bene dal suo governo - si trova in una posizione privilegiata e i generali lo salutano. E' un leader molto rispettato, un uomo da cui la gente si aspetta una risposta.
Ma in realtà... non ne ha una! Lui e Paige portano sulle spalle molti fardelli, il più grosso dei quali è rappresentato dalle "decisioni spietate". Paige è solo l'unica altra persona da cui ci si aspetta compiere tali scelte difficili e, ancora, non sorprende che i due diventino più intimi in virtù delle loro esperienze.
E' davvero impressionante come entrambi abbiano esperienze contrapposte, ma che finiscano sempre per incontrarsi a metà strada. Nessuno può realmente comprendere Shepard tanto quanto Garrus, ed è probabile che egli finisca per essere il vento che gonfia la sua vela così come lei, citando un bellissimo brano di Marco Mengoni, "sarà roccia contro fuoco e gelo".
Garrus è la spalla di Shepard - i suoi obiettivi contrastano quelli della comandante, ed entrambi brillano di luce propria.


INDICE


Parte 1
Parte 4
Parte 5

lunedì 5 novembre 2018

Florence Castle presenta... "Peacewalker e Archangel, finalmente sposi!"


Vi è mai capitato, a fiaba finita, di chiedervi: "E poi? Cosa succede dopo ai personaggi della fiaba?". Ebbene, anche a fiaba finita c'è sempre la possibilità di un "dopo" e, come abbiamo già spiegato altrove, quella tra la Shepard femminile e Garrus può essere interpretata come una fiaba a lieto fine, proprio come quelle firmate Disney che tutti noi, da piccoli, abbiamo imparato a conoscere e amare... e ancor di più se la "Shepard" in questione è quella personalizzata di Florence Castle: Paige W. Shepard!
In effetti, moltissime fan della saga (e soprattutto tutte quelle del celebre cecchino Turian della Normandy) sono rimaste a bocca asciutta per non aver avuto la possibilità di rivedere le loro amate eroine ricongiungersi con il loro interesse romantico preferito alla fine di MASS EFFECT 3, nel caso in cui Shepard fosse sopravvissuta alla Guerra dei Razziatori. Non le ha consolate neanche il fatto che la stessa BioWare, in un articolo del 2012, abbia ammesso che Shepard e il/la suo/a partner sarebbero di fatto tornati insieme dopo la guerra. Qual è, allora, la soluzione? Provare a scrivere di proprio pugno un "dopo", anche al costo di far arrabbiare chi non apprezza appieno la sotto-trama romantica prescelta di questo o di quell'altro fan. Florence Castle aveva già provato a immaginare cosa accade dopo MASS EFFECT 3 nel suo Aftermath, ma pare che qualche fan femminile del gioco o della "coppia Shakarian" in particolare sarebbe più che felice se anche la Castle si domandasse: "Ma se i Razziatori sono stati sconfitti, che ne sarà di Shep e Garrus?". La risposta è racchiusa in questa tenera e divertente storia che state per leggere.
Si sa, come le storie che raccontano le origini di un protagonista, le morti e le relative resurrezioni, quello del matrimonio è indubbiamente un classico: tutti abbiamo sognato di vedere il nostro eroe preferito portare all'altare la sua dolce metà, cosa naturale in un mondo in cui i paladini del bene si sono sempre distinti per la loro umanità. Anche i videogiochi hanno giocato su questa congettura, BioWare compresa, ma finora l'unica unione che conosciamo tratta da uno dei suoi titoli è quella tra la Custode e Alistair in DRAGON AGE: Origins (2009), a patto che l'eroina sia un'umana nobile e abbia abbastanza persuasione per tale richiesta durante l'Incontro dei Popoli, ancora meglio se lei condivide una relazione con l'interessato di cui sopra. Al pari della vita reale, però, l'amore non sempre è eterno; per i supereroi forse è ancora peggio considerando che tra morti premature, guerre, interventi di forze demoniache e calamità simili, anche nel mondo della BioWare è difficile mandare avanti un matrimonio... o quasi.
Peacewalker e Archangel, finalmente sposi! altro non è che un piccolo extra per coloro che desiderano vedere finalmente insieme Paige e la sua dolce metà dopo gli eventi di "Aftermath": nel complesso, si tratta del risultato tre mesi di ricerca allo scopo di setacciare nella rete solo i pezzi più preziosi da arricchire e perfezionare sotto l'occhio vigile della Castle senza mai cadere nella trappola del tema scritto da altri e spacciato per proprio semplicemente copia-incollando intere sequenze di testo
 - in particolare tre storie di matrice DeviantArt: The Big Day di taylorvasnormandy, l'episodio in tre parti Union della serie "After the Reapers" di SpectresKnight e la fanfiction Fix You di ephoni). Inoltre, a differenza dei racconti sopracitati, quello della Castle è ambientato dopo le vicende di "Aftermath" e si può interpretarlo come un prolungamento dello stesso, "vendibile a parte" per così dire. Noi ve lo proponiamo in anteprima solo per voi e per tutti gli amici della pagina Facebook Fangirlare ossessivamente sulle Romance BioWare. Buon divertimento!



Peacewalker e Archangel, finalmente sposi!

Quella che sto per raccontarvi può essere vista come una fiaba moderna, poiché in parte lo è; e come tale, benché abbia un sapore fantascientifico, presenta lo stesso, famoso attacco. C'era una volta...
In una bella stanza, con pareti di metallo e plastica, la tiepida luce del mattino brillò oltre il vetro della finestra sul soffitto, fino a posarsi pigramente sul viso dell'altrettanto bella principessa che dormiva tra cuscini blu e soffici lenzuola bianche. Non era una principessa qualunque, sebbene il suo aspetto potesse dipingerla come tale, bensì una guerriera forte e potente ma anche molto dolce e premurosa - ebbene sì, costei non era altri che la comandante Paige W. Shepard, il primo Spettro umano che uccise tutti i Razziatori nella sanguinosa guerra del 2186, nonché colei che, dieci anni dopo, condannò l'ultimo sopravvissuto degli stessi al medesimo destino. Era anche nota come Peacewalker, colei che marciava per la pace, e per l'inconfondibile corazza rosa e bianca che la faceva assomigliare più a una bambola che a un soldato dell'Alleanza.
Quella mattina Paige non era sola nella sua stanza. Accanto a lei c'era una creatura meravigliosa, di sicuro aliena, tutta coperta di scaglie dure come le unghie umane e somigliante a un dinosauro, un po' a un felino e un po' ad un uccello. Terrificante e allo stesso tempo affascinante nella sua esoticità, la "Bestia" probabilmente era un maschio e ancora dormiva mentre, al contrario, la "Bella" Paige aprì pian piano gli occhi e si rizzò su a sedere, stiracchiandosi e svegliandosi a poco a poco. Conosceva bene quell'essere, anche se molti sarebbero scappati a gambe levate alla sola occhiata per quanto fosse mostruoso, ma Paige non aveva alcuna paura di lui: era il suo compagno d'armi, il suo migliore amico, il suo amato, il suo fidanzato... in breve, il guerriero Turian tutto d'un pezzo Garrus Vakarian! Vedere un signor alieno sonnecchiare in quel modo, col sorriso impresso tra le placche mandibolari che si muovevano al pari dei baffi dei gatti con tanto di fusa intermittenti, fece intenerire Paige al punto da svegliarlo nel modo meno traumatico possibile: gli accarezzò il lato del volto sfigurato dalle cicatrici, gli stampò un delicato bacio sulla fronte e, alla fine, anche Garrus tornò dal mondo dei sogni e diede il buongiorno alla realtà con un sonoro sbadiglio. Si sforzò di tenere aperti i suoi luccicanti occhioni azzurri, cosa non difficile se davanti al muso c'era l'umana della quale si era perdutamente innamorato, e poi ricambiò il bacio col quale Paige lo aveva riportato a terra, allungando una mano e facendo scorrere le dita tra i suoi lunghissimi capelli scuri: — Ti stavo aspettando, dolce arcangelo. - lo salutò l'umana - Dormito bene?
Inutile chiederlo, avendo per fidanzata una principessa più bella di qualunque umana o Turian avesse mai incontrato e mai avrebbe vinto una gara di questo genere, giacché per Paige non era importante l'aspetto esteriore ma quello interiore... ecco il segreto del loro legame pressoché perfetto! Intanto, i due tesorini si sedettero vicini e guardarono fuori dalla finestra per un po', sebbene quel cielo azzurro fosse solo una simulazione della Cittadella e la loro casetta fosse in realtà la stanza di Paige a bordo della Normandy. Un minuto di silenzio a osservare l'immenso azzurro sopra le loro teste, sospirando felici l'uno tra le braccia dell'altra: il tanto atteso grande giorno era finalmente arrivato! Eppure Garrus ebbe uno strano presentimento: — Ero pronto ad affrontare Saren, i Collettori e i Razziatori, ma mai avrei immaginato di essere pronto per... questo!
Ma se lui era nervoso, la sua ragazza era davvero emozionata all'idea di smettere almeno per un po' di essere un soldato e di comportarsi come una vera donna con i capelli al vento, i tacchi alti e tutto il resto... e chissà, magari un giorno avrebbe perfino indossato una gonna vera! Un delizioso bacio sulle labbra da parte di Garrus distolse Paige dalle sue fantasie, a ricordarle quanto fosse importante quella giornata: — E tu cosa fai ancora al letto? - lo rimproverò in tono scherzoso - A me piace tanto passare la mattina accoccolata a te, ma faresti meglio ad andare a farti bello. Sai che porta sfortuna sbirciare l'abito della sposa al giorno del suo matrimonio?
L'ormai ex paladino di Omega scoppiò a ridere, dopo aver appreso l'ennesima usanza umana a lui sconosciuta, poi aggiunse: — Una bella impresa, vorrà dire che dovrò scappare giù alle batterie.
Come ai vecchi tempi, pensò Paige, mentre lo osservava vestirsi normalmente (niente corazza questa volta!) e tirare fuori all'armadio un enorme borsone nero piuttosto pesante, domandandosi che cosa contenesse senza mai staccargli gli occhi di dosso. Nel contempo ripassò nella mente ciò che aveva fatto nella vita precedente e com'era finita a svegliarsi accanto a un Turian tutte le mattine.
L'intera galassia sapeva che Peacewalker e i suoi avevano sconfitto i Razziatori e, tempo dopo, un feroce tiranno Turian convinto che l'Araldo - cioè il capo delle suddette macchine infernali - fosse ancora vivo. Ma poi scoprirono, a torto, che il folle generale aveva ragione e la famosa comandante sarebbe sicuramente morta di nuovo se i suoi migliori amici non l'avessero liberata dall'indottrinamento quando l'Araldo l'aveva posseduta ai margini della battaglia finale a Manchester. Morto l'ultimo dei Razziatori, c'era ancora una questione aperta, che tutti i giornalisti desideravano sapere: tornare sulla Normandy alla ricerca di nuove avventure o l'agognata pensione? Paige aveva risposto a tale domanda scegliendo la seconda opzione, poiché aveva sempre sognato di vivere una "vita da civile" in compagnia dell'alleato Turian ormai divenuto il suo ragazzo. E poi, e non lo ammise davanti alla stampa, avere un lieto fine da "E vissero felici e contenti" con tanto di matrimonio, pensione e tanti teneri bimbi da tenere in braccio era il suo sogno fin dall'infanzia! Intanto il mondo natale dell'eroina in rosa ormai era quasi del tutto tornato alla normalità, ciononostante lei non si sentiva ancora al sicuro e aveva preferito restare a bordo della Normandy ancora per un po' di tempo. Altrettanto non si poteva dire per Garrus, poiché l'immagine della sua comandante sopraffatta dal controllo dell'Araldo non si affannava a svanire dalla sua memoria, ed era rimasto talmente sotto shock per aver usato la sua incredibile forza di volontà per riuscire a strapparla dal controllo del Razziatore, che scelse addirittura di passare dalle batterie agli alloggi di Paige, i quali da allora erano diventati quanto la sua stanza quanto quella dell'umana stessa - in pratica, era come se si fosse trasferito a casa sua, ma si trattava solo di una soluzione temporanea.
Prima di lasciarlo andare, però, Paige lo fermò: — Aspetta, ho una sorpresa per te. - e tirò fuori una scatola blu con un grosso fiocco bianco da sotto il letto. Il Turian la accettò volentieri e iniziò a spacchettare il regalo come un bimbo la mattina di Natale; via il fiocco, via il nastro, via la carta... e Garrus si illuminò di gioia nel vedere un fucile Black Widow nuovo fiammante, e per giunta era decorata con un piccolo cuore rosa sulla canna, come per ricordargli per cosa stesse combattendo! Garrus era davvero entusiasta del regalo, anzi era così contento che ringraziò l'umana con un enorme bacio sui suoi bei cuscini rosa delle labbra, a dimostrazione che il regalo gli era davvero piaciuto! Lei gli sorrise, gli accarezzò la cresta sul capo, e lo salutò sussurrando: — Ora prendi il tuo nuovo giocattolo e torna a casa. Anch'io devo farmi bella.
Quando infine il Turian uscì, Paige si ritrovò a dover darsi una bella ripulita da capo a piedi se voleva apparire presentabile anche al giorno più importante della sua vita. Anche quella proposta da cui tutto era iniziato era stata una sorpresa...

Paige stentava a credere a ciò che stava succedendo, vedendo dallo schermo di un computer la furia di Raysharper scatenare mutanti umani e non-umani alle porte di Manchester, la sua città natale. Un robot-ragno con i poteri dell'Araldo, un Razziatore! La comandante sentiva tutta la paura di coloro che non potrebbe salvare in tempo mentre caricava Ashley e IDA, entrambe armate di tutto punto, sulla navetta di Cortez e si apprestava a salire anche lei quando sentì una voce maschile chiamarla per nome. Si girò su se stessa e rabbrividì nel riconoscere Garrus con il Phaeston pronto a far fuoco: — Oh porca...! Che cosa ci fai qui?
— Stai per gettarti nel caos per il bene della galassia... di nuovo. - fu la risposta - Inoltre, ho combattuto con te fin dall'inizio; credi davvero che ti avrei permesso di andare a uccidere un mostro di sette metri da sola?
Certo che no. Paige sfoggiò un flebile sorriso, a conferma che il Turian suo interlocutore l'accompagnava sempre nelle missioni più pericolose, nonché voler morire insieme a lei in una grossa esplosione qualora la missione sarebbe sfociata in tragedia... ma trattandosi di loro due, le tragedie non avrebbero dovuto esistere! La loro storia era una favola a lieto fine, e tale sarebbe stata. Paige però, così immersa in queste fantasie, non si accorse che Garrus si stava infilando sulla navetta, dopo aver messo a riposo il fucile sulla schiena. Questa era l'ultima volta che si era lasciata distrarre, così si ricompose e tirò il Turian per un braccio, ruggendo a denti stretti, carica di rabbia: — Cosa diavolo stai facendo?
— Mi unirò alla donna che amo nel suo ultimo viaggio. - rispose il Turian sorridendo, notando nel contempo che Paige era sul punto di esplodere; anche la stretta al braccio si addolcì e entrambe le mani dell'umana ora si intrecciavano con le sue. Ma ecco che il dolce canto si spezzò in una richiesta disperata: — Fermati, per gli spiriti! - esclamò, infatti, Paige, con gli occhi lucidi - Non te lo permetterò! Quella è Manchester, la mia città!
Era già difficile mantenere un profilo formale nei suoi confronti, cercando di non mostrarsi smielati interagendo troppo spesso insieme. Purtroppo, in quella circostanza particolare il sentimento ebbe il sopravvento, davanti agli sguardi colmi di stupore del tenente Williams e di IDA. E così Garrus si ritrovò a racchiudere il viso di Paige tra le mani, commosso dall'espressione pietosa dell'umana, e tentò di rispondere nella maniera più pacata possibile: — Con tutto il rispetto, signora... non puoi fermarmi! Non c'è Shepard senza Vakarian, ricordi?
Fu allora che Paige mostrò ancora una volta il suo lato più fragile, ormai sopraffatta dalla paura di non farcela - lo si leggeva in volto, con grosse lacrime che le rigavano le guance, e Garrus non poté fare nient'altro che asciugarle con le dita. Egli ricordava quella terribile notte a Londra in cui si svolse la battaglia finale, l'unica occasione di dirsi addio... e una scena simile si ripeté in quel momento; così il Turian fu costretto a abbracciare strettamente la triste comandante e premere il suo volto contro quello di Paige per concentrare tutto l'amore che provava per lei in un bacio leggermente appassionato. Rimasero in quella posizione per diversi minuti prima di sciogliersi e lui la contemplò con aria affettuosa mentre gli accarezzava il lato sinistro del volto, il buonumore era tornato: — Ora, prima di andare, c'è una cosa che vorrei dire. - poi si schiarì la voce prima di continuare: — Aspettavo il momento giusto per darti questo, ma soltanto adesso mi accorgo che avrei dovuto farlo mesi fa...
A questo punto la donna e la robot nella navetta, che non era ancora partita, videro Garrus tirare fuori qualcosa da una tasca e subito dopo mettersi in ginocchio dinanzi alla comandante: cosa stava combinando questa volta? Non potevano sapere che stavano per assistere a una scena insolita, così come erano insolite le parole pronunciate dal loro amico alieno, palesemente emozionato: — Sarei onorato... di chiamarti...
Paige fissò per un attimo il piccolo oggetto luccicante che Garrus tratteneva tra le dita e finalmente capì: non era un ninnolo qualsiasi, ma un anello d'argento con incastonate una gemma rosa e una blu, montate insieme come fossero due spiriti intrecciati. Paige quasi non riusciva a trattenere il riso, mentre gli portava una mano perché le potesse infilare l'anello al dito: — So cosa vuoi dire, ma sono io che sarei onorata di chiamarti "mio sposo".
In pratica era una proposta di matrimonio, ma nel momento più buio. Una scena straziante che non poteva che rievocare quel momento terribile nel giorno della "morte" di Paige, dieci anni prima. Era già tutto finito e adesso la comandante doveva solo preparare le armi e salire sulla navetta in totale serenità, ora che sapeva per cosa stava lottando... e c'era una galassia da salvare, per la quarta volta!


L'occorrente per prepararsi era tutta sparsa per il letto ma Paige era sì emozionata ma anche molto nervosa, non solo perché un momento del genere lo sognava fin da bambina, oltre naturalmente al volo spaziale. Non sapeva praticamente nulla o quasi ed era sul punto di avere una crisi di nervi mentre rimuginava tra sé: «Forza, Peacewalker, puoi farcela... è la tua festa!». Una signora grande e grossa che se la stava facendo sotto per una cosa normalissima come il proprio matrimonio non era come piantare un proiettile in mezzo agli occhi di un predatore con gli scudi a cento metri, però quel giorno le garantiva parecchi vantaggi.
Dopo una doccia rinfrescante, corse a mirarsi allo specchio ad asciugarsi i capelli, perennemente carichi di boccoli e riccioli nonostante l'acqua e lo shampoo; presto quella cascata d'ebano sarebbe stata acconciata alla perfezione e abbellita con gioielli da un paio di mani esperte. Poi Paige non avrebbe mai e poi mai indossato gli abiti di tutti i giorni e, anzi, si sarebbe guadagnata il privilegio di indossare un bel vestito, i suoi piedini sottili avrebbero calzato delle incantevoli scarpe col tacco e, finalmente, avrebbe perfino portato in testa quel lungo velo da tempo desiderato da molte donne come lei... ah, sarebbe bellissimo apparire dinanzi al suo "dolce arcangelo" vestita elegantemente come una vera principessa! Poi il suo sguardo si fiondò sui due gioielli lasciati a riposare sul comodino, il famoso anello della proposta e la pietra Likuna portafortuna - due bellissimi ninnoli che Paige amava indossare! E pareva che la buona sorte l'avesse davvero baciata quando, nel frugare nell'armadio, notò un'enorme borsa come quella di Garrus, solo un po' più piccola e di colore bianco. Come diavolo era finita lì dentro? Cosa conteneva? Perché era così pesante? Questo si domandava l'umana mentre si sforzava di tirare fuori il tesoro e di posarlo sul letto, una volta rimesso in ordine il fantastico caos di prima mattina. Per precauzione provò a indagare: dalla forma bombata della borsa suppose che potesse contenere una pigna di vestiti nuovi, ma forse ce n'era uno solo, perché il contenitore era sottile... e non aiutava neanche la finestrella di plastica trasparente dell'angolo, attraverso la quale vedeva solo il fondo bianco. L'unica soluzione era aprire la borsa e toccare con mano il suo contenuto, il che non era facile per una sposina emozionata come lei. Alla fine fece un profondo respiro, raccolse tutto il suo coraggio e lentamente tirò giù la zip della borsa, trattenendo il fiato per l'emozione.
Quando infine ci riuscì... che meraviglia! La borsa conteneva effettivamente un vestito, in raso e seta, ma senz'altro il più bello che Paige avesse mai visto... e per giunta del suo colore preferito! Tuttavia, di primo acchito sembrava un costoso costume carnevalesco da principessa, ma in realtà era un abito da sposa molto particolare. Prima di tutto non era di fattura umana, altrimenti sarebbe stato bianco e provvisto di velo; poi scoprì che era uno di quelli tradizionali Turian, ma riadattato apposta perché potesse essere indossato da un'umana. Il rosa era il colore predominante, con una tinta più scura per il corpo principale e la lunga gonna munita di strascico e una più chiara, quasi pastello, per le soffici maniche a tre quarti... sembravano le ali di una farfalla, per quanto erano leggere, e l'apertura svasata era finemente ricamata con un enorme motivo a forma di rosa - dello stesso colore della gonna, anch'essa decorata con lo stesso disegno. La stoffa dell'abito, inoltre, era interamente ricamata in oro, sopratutto lungo i bordi, e dorata era perfino l'ampia fascia di transizione tra il busto e la gonna, accompagnata da un delizioso fiocco scarlatto che fungeva da cintura. L'abito in sé e il blocco di maniche-spalline-colletto erano collegati da un grosso anello e una catena di dischetti dorati che tintinnavano come una serie di campanellini... per non parlare della parte superiore, naturalmente ricamata in oro, la cui forma ricordava il collare cheratinoso dei Turian, seppur riprodotto in piccolo. Infine, tra gli accessori Paige adocchiò una splendida tiara dorata che assomigliava alle creste che adornavano le teste dei suddetti alieni e un lungo mantello bianco ricamato in oro e ancorato alle spalle, il cui cappuccio sbucava dal colletto del vestito. Non solo, attaccata alla sicura della zip della borsa, c'era un bigliettino con una scritta elegante che recitava: «Perché tu sia perfetta anche al giorno del tuo matrimonio. In bocca al lupo, Mamma».
Paige si ricordò di aver visto un abito simile dieci anni prima, in un negozio sulla Cittadella, ma non poteva permetterselo perché era troppo occupata a dare la caccia a una gemella malvagia; mai avrebbe immaginato che il contrammiraglio Jean Shepard, sua madre adottiva, sarebbe riuscita a procurarsene una copia perfetta e a misura di umano per sua figlia. Ora non le restava che indossarlo e farsi bella sotto la supervisione di sua madre, le care amiche Liara e Tali, e l'orfanella di Omega ora membro onorario della Normandy Lilith Blackwell. Da quel momento la stanza di Paige si trasformò nel camerino di una stella del cinema, nel quale sua madre e le amiche si affaccendavano a tirarla a lucido da capo a piedi. Liara le acconciò i capelli intrecciandoli fino a farli assomigliare ai caratteristici "tentacoli" delle teste delle Asari, fino a raccoglierli in uno stretto chignon, all'infuori del ciuffo rosa sul davanti, troppo corto per comprenderlo nella pettinatura, che finì per incorniciare il viso con una serie di morbide onde. Guardandosi allo specchio Paige aveva un aspetto incantevole, con gli occhi truccati di bianco quasi azzurro, le guance leggermente rosate e le labbra scarlatte come il fiocco dell'abito. Anche i gioielli fecero la loro comparsa, compresa la Likuna - l'unico tocco di blu in quel tripudio di rosa - e finalmente uno splendido paio di orecchini, ciascuno composto da tre perle bianche. Perfino le scarpe, un paio di sandali gentilmente prestati dalla signora Jean, si sposavano a pennello col candido colore del mantello, e i deliziosi lacci per indossarle erano dorati come i ricami... insomma, agli occhi delle amiche, Paige sembrava la sposa perfetta e forse anche la più bella che avessero mai visto... e probabilmente l'unica, dal momento che in vita loro non avevano mai visto spose degne di questo nome!
Mentre calcava il cappuccio sul capo, all'ex comandante Shepard vennero quasi le lacrime agli occhi man mano che si rimirava nello specchio improvvisato di Lilith: per la prima volta si sentiva una vera donna e non più un maschiaccio che si spaccava la schiena per tenere unita la galassia, e tra poco avrebbe incontrato la "Bestia" suo fidanzato, che per l'occasione sarebbe diventato un bellissimo principe.


Prima parte. La cerimonia e il ricevimento
Il Presidium addobbato a festa, con tutti quei nastri bianchi e rosa e le rose rosse negli angoli, era fantastico, eppure lo sposo se ne stava lì immobile a girare nervosamente i pollici dinanzi allo sguardo stoico di Cyrus, l'anziano Turian che avrebbe presidiato la cerimonia. Tutt'intorno si respirava un'atmosfera di gioia ora che le cicatrici della Sovereign e della terribile Guerra dei Razziatori erano completamente scomparse, ma questo non voleva dire che i cittadini erano al sicuro: l'area, infatti, era ipersorvegliata da guardie SSC e alcuni amici di Shepard - ecco che fine avevano fatto Zaeed e i due Krogan, Wrex e Grunt - che si erano offerti volontari come "guardie del corpo scelte della sposa", come aveva spiegato il capoclan di Tuchanka alle sentinelle all'ingresso. Laggiù non c'erano solo loro, era intervenuto perfino un pugno di giornalisti atti a registrare ogni minuto del grande evento; in particolare la signorina Diana Allers, reporter del programma Spazio di Guerra della RIA. Costei, prima di precipitarsi sul posto per le riprese, si era un pochino documentata sul fatto che sul finire degli anni '50 umani e Turian si scontrarono in un violento conflitto passato alla storia come "Guerra del Primo Contatto", così chiamata perché gli uomini incontrarono per la prima volta una specie extraterrestre, ma con esiti disastrosi. Da lì l'indifferenza tra le due fazioni crebbe in modo esponenziale, fino al giorno in cui i Razziatori assalirono la Via Lattea: solo l'intervento di Peacewalker fece sì che tutti - non solo umani e Turian - si riunissero sotto un'unica bandiera contro un nemico comune e che i sospetti degli uni nei confronti degli altri si affievolissero fino a sfociare in una sorta di amicizia inter-specie.
Sempre in un fascio di nervi, Garrus continuava a guardarsi intorno. Migliaia di persone si erano accomodate su due file in modo che lasciassero libero un corridoio come nelle chiese terrestri, e ai primi posti c'erano praticamente tutti i membri passati e presenti della Normandy: Joker e IDA, la specialista Traynor e il tenente Cortez... insomma, la banda al completo. Alcuni di loro, però, non erano seduti insieme al resto: Miranda, ad esempio, si sarebbe occupata della musica e per l'occasione aveva chiesto a sua sorella Oriana di accompagnarla col violino; la ladra Kasumi, invece, si muoveva come un esperto illusionista intenta a scattare chilometri di fotografie e a trovare la posizione migliore per filmare la cerimonia - sì, anche lei voleva conservare un ricordo di questa giornata indimenticabile, era il matrimonio della sua cara amica Paige, dopotutto. Gli astanti, intanto, parlottavano tra loro sottovoce, provando a immaginare che aspetto avesse la leggendaria comandante Shepard senza la corazza, oppure commentavano incuriositi quanto fosse emozionato lo sposo, aggiungendo perfino di non averlo mai visto così carino con quel bellissimo completo e - soprattutto - senza l'iconico visore... quanto avevano ragione!
In effetti, Garrus non era mica male vestito in quel modo, e doveva ringraziare Joker e Michael per averlo convinto a indossare un abito di fattura umana che si avvicinasse il più possibile all'idea di "principe del tiro a segno". Inizialmente il Turian pensava che fosse solo una battuta per fargli scrollare di dosso tutta quell'inutile agitazione, e invece la parte del "principe" era vera e i due burloni insistettero nel prendere alla lettera il significato del termine rifilandogli un abito che sembrava un incrocio tra uno smoking e un frac. La giacca era stupenda, blu come il cielo notturno e tutta ricamata d'argento, e la stoffa che la componeva era di quelle damascate - cioè lievemente in rilievo - e con incisi motivi floreali; il tutto impreziosito da un paio di gemelli luccicanti ai polsini e una rosa rossa all'occhiello, oltreché la fodera in velluto blu che sporgeva dall'interno delle code e le spalline che ricordavano quelle delle giacche indossate dagli ufficiali dell'Alleanza. Sotto faceva bella mostra di sé una, se si poteva definire tale, camicia bianca con un'ampia pettiera blu oceano ricamata in argento che correva fin su il colletto, e una fascia scarlatta in seta che gli avvolgeva i fianchi... e talmente stretta che gli provocava un certo fastidio! Ma doveva comunque resistere a strapparla di dosso se voleva apparire impeccabile agli occhi della sua amata eroina! Meno fastidiosi, invece, gli stivaletti blu e i pantaloni in tinta con la giacca, che insieme agli elegantissimi guanti in pelle bianchi lo facevano davvero assomigliare ad un principe delle fiabe umane - forse non era stato un errore seguire i consigli dei suoi amici fraterni, rimasti impressi nella mente dal giorno in cui l'aveva indossato la prima volta.
Ad un tratto, verso le dieci in punto, si udì un certo movimento dal fondo al corridoio di persone fino alle prime file; e quando Garrus scoprì l'origine di così tanto mormorare, ecco la bellissima Paige fare capolino da uno dei terrazzi superiori, a braccetto con sua madre e con un bouquet di rose stretto in una mano, quasi in contemporanea alle prime note dei violini delle sorelle Lawson. Il Turian l'osservava scendere le scale a bocca aperta, con un nodo in gola che gli impediva perfino di respirare, per quanto era bella - ma guarda, pensò tra sé, un abito tradizionale della mia specie indossato da un'umana! Il blocco, intanto, si trasformò presto in grosse lacrime di commozione che subito si sforzò di asciugarle, giacché si ritrovò dinanzi a lei accompagnata da sua madre, una volta al cospetto del cerimoniere. La signora Jean, infine, consegnò gentilmente la sposa nelle sue mani, il cui sguardo sembrava suggerirgli: «Ora è tua, ragazzo. Abbi cura di lei!». Garrus annuì, in modo impercettibile, mentre l'ammiraglio Shepard prese posto tra gli astanti.
Ormai era tutto pronto. Per qualche attimo la sala sprofondò nel silenzio; Miranda e Oriana avevano smesso di suonare mentre, nei loro rispettivi angoli, Diana e Kasumi iniziarono a filmare la scena: gli sposi, entrambi emozionati, che si scambiavano timide occhiate ai piedi di Cyrus. Solo avvicinandosi fino a tre passi di distanza si riusciva a sentire le loro voci, ridotte a flebili sussurri: — Ciao, caro.
— Ciao a te, sharim. - le rispose Garrus - Sei bellissima!
Col volto semicoperto dal cappuccio, Paige arrossì e sorrise allo stesso tempo, in risposta al complimento: — Oh, anche tu... - e lo squadrò dalla punta delle scarpe fino alla rosa rossa all'occhiello - Anche tu sei molto, molto carino!
Inutile dire che la tenera scena fu interrotta dall'anziano Turian, che chiese umilmente di prestare attenzione, ora che la cerimonia poteva finalmente cominciare: — Cari amici e parenti, siamo qui riuniti per celebrare l'Unione tra la comandante Paige W. Shepard e l'agente Garrus Vakarian. Quest'oggi siamo stati invitati a condividere ciò che li ha spinti a riunirsi qui e chiedono la vostra benedizione in questa gioiosa occasione; infatti, se la vita possiede un significato per noi tutti, questo risiede nell'amore, che arricchisce le nostre esperienze di vita. È il perno attorno al quale ruota la pace tanto in famiglia quanto negli abitanti della galassia. Un incontro tra due individui fatti l'uno per l'altra è già di per sé un bellissimo miracolo.
Mentre il cerimoniere parlava, Garrus osò buttare un occhio tra la folla e notò con stupore che nel mezzo c'erano anche suo padre e sua sorella minore Sol, seduti l'uno accanto all'altra, ma ancora non capiva che genere di cerimonia stesse assistendo. In realtà, e presto se ne sarebbe accorto, era tutta in salsa Turian fin dal vecchietto che gli parlava davanti, lo sguardo fiero fisso sulla folla: — Non siamo qui solo per celebrare l'amore fra Paige e Garrus, - proseguì Cyrus - ma anche per riunire parenti e amici per celebrare questo suddetto legame. Il frutto dell'amore che unisce questi giovani figlioli sboccerà e crescerà insieme a loro negli anni a venire. Basta uno schiocco di dita per dirsi «Ti amo», ma si può dimostrarlo solo vivendo. Questa cerimonia rappresenta un singolo passo in un'impresa più grande quale è l'amore tra due coniugi; di fatto, i voti che pronunceremo qui rafforzeranno significativamente la vostra Unione. Che possano vivere attraverso gli anni e alimentino le anime e le vite di ciascuno di voi.
Nessun umano prima di allora aveva partecipato ad un rito Turian, per questo Sol spiegò a bassissima voce il significato delle "benedizioni" ai suoi vicini di seduta, Joker e Lilith, anticipando però che potrebbero trovare familiari alcuni elementi, forse con la religione cristiana. Per i Turian, l'anima era forgiata dalla volontà divina e tale credo suddivideva le virtù dell'individuo nei quattro punti cardinali. In primo luogo i "doni dell'Est", ossia comprensione del proprio cuore, mente e corpo in favore allo sorgere del sole; poi seguivano i "doni del Sud", cioè il punto più alto possibile raggiunto da una stella durante la giornata, e quindi il calore tanto della propria casa e del proprio cuore quanto quello della passione e della luce nata per illuminare le ore più buie. I "doni dell'Ovest" erano stranamente associati all'acqua in tutte le sue forme: dalle profondità dei laghi alle emozioni dei fiumi, fino al rinfrescante candore della pioggia e alle insormontabili vastità del mare. Il Nord, il punto cardinale degli ultimi doni, è di solito rivolto a dove fa più freddo, ma per i Turian era collegato alla terra, ai ferrei principi su cui edificare, la fertilità dei campi su cui vivere e una casa stabile in cui poter far sempre ritorno: — Ora chiedo alla coppia di guardarsi negli occhi e di darsi la mano destra. - annunciò Cyrus a Paige e Garrus, in preparazione alla prossima fase del rito.
Ora che la coppia aveva accettato i doni precedentemente pronunciati, uno degli astanti si alzò e si diresse verso di loro recando in mano un nastro colorato che sarebbe stato legato attorno alle loro mani destre intrecciate. Prima toccava alla mamma di Paige, con un nastro color zaffiro, che per i Turian rappresentava la tristezza e il dolore: il fatto che fosse lei la detentrice del "voto del dolore" non era casuale, in quanto una dei pochi ad essere andato oltre il matrimonio e quindi in grado di comprendere il significato dell'equivalente dell'espressione "nella gioia e nel dolore". Curioso però che Cyrus non pretendesse che gli sposi non rispondessero con un sì o un no, e anzi sembravano che dicessero «Potrei, ma non per mia volontà», una grossa differenza dai riti umani a eccezion fatta della formula usata da Cyrus mentre legava stretto il nastro attorno alle mani: «E così sia». La prossima fu l'adorabile Tali e un nastro dorato, simbolo del fardello e la responsabilità; chi conosceva Paige era d'accordo nel riconoscere la giovane Quarian come una figura fraterna che le era rimasta accanto fin dall'inizio, per cui era naturale pensare che il fardello per un'umana così famosa e attaccata agli amici fosse la felicità e la buona salute in generale. Il "voto dei sogni" era rappresentato da un nastro color ametista, detenuto nientemeno che da Joker, la seconda figura fraterna più vicina alla comandante. Non così intimo come Tali, né da poter partecipare all'azione sul campo di battaglia, certo, ma tutti sapevano che senza di lui e le sue leggendarie abilità da pilota la Normandy non avrebbe mai sconfitto i Collettori e i Razziatori. Esaudire i desideri del proprio partner non sarebbe stato altrettanto facile, ma con questo voto e il relativo nodo avrebbe garantito una solida base da cui partire.
Dal quarto voto in poi la musica cambiò, così come il colore del prossimo nastro, il rubino, che si sposava bene col vestito di Miranda. Per i Turian e anche per gli umani questo era il colore associato all’aggressività e all’ira, ma anche alla ribellione: ecco perché la detentrice del quarto nastro era l’ex agente di Cerberus, alla cui organizzazione ha voltato le spalle e, dopo averne visto il vero volto, aveva scelto di seguire Paige. Sebbene tutti la vedessero come “una strega dal cuore di ghiaccio”, però, anche lei aveva dei sentimenti e come tale era una donna straordinariamente forte. L’ultimo dono, rappresentato da Lilith e Liara, ossia membri del gruppo solitamente associati alla guarigione, si potrebbe tradurre con l’espressione umana “nella salute e nella malattia”, con i voti sull’onore e il rispetto della coppia, nonché l’ultima linea di difesa e le mani esperte a curare ogni ferita e tenere unito il gruppo – per questo motivo il nastro era di un bel verde smeraldo, colore tipicamente positivo. Alla fine, Ser Cyrus tornò a parlare, dopo aver assicurato che i nastri erano tutti ben legati insieme: ― Questi nodi non sono formati da questa treccia, bensì dai voti appena pronunciati. Che scegliate o meno di scioglierla, saranno sempre le vostre mani a dirigere le redini della vostra Unione, rafforzandola o spezzandola. – detto questo, facendo attenzione a non intaccare la delicata pelle dell’umana, egli recise tutti i nastri con gli artigli, prima di lasciarli cadere a terra. Dopodiché rivolse due parole ai cosiddetti “spiriti dell’amore”, gli equivalenti Turian delle divinità che noi conosciamo: ― Possano Garrus e Paige coltivare il loro affetto, e che possano vivere desiderando di supportarsi sempre a vicenda nella buona sorte. Possano afforzarsi nella gioia e nel dolore ed essere complici nei momenti di silenzio. Che la loro casa sia un paradiso, e dovunque siano afflitti dall'ira del Fato, possano restare uniti non solo dalla forza delle parole ma dalla presenza reciproca nei loro cuori, dell’amore profondo che condividono. Nel nome degli Spiriti, siete ufficialmente compagni per la vita!
Che all’incirca voleva dire «Vi dichiaro marito e moglie!», ma in quel momento Joker si agitò un poco, non solo perché non aveva potuto assistere ad uno scambio degli anelli, ma anche di non aver visto uno straccio di bacio affinché questo matrimonio si potesse definire tale. Per fortuna non dovette attendere molto, fino a che vide i suoi amici, ora felicemente sposati, piegare la testa leggermente in avanti finché le loro fronti non si sfiorassero – così si baciavano i Turian, in fondo. Paige e Garrus rimasero in quella posizione per tre secondi, poi quest’ultimo ebbe un’idea: dal momento che la donna che aveva di fronte era un’umana, pensò bene di donarle qualcosa di familiare; per questo motivo, molto teneramente, le sollevò il mento al punto tale che il cappuccio del mantello le scivolò via dalla testa, e poi racchiuse il volto tra le mani prima di, tra lo stupore generale... di stamparle un dolcissimo bacio sulle labbra!
Solo per un secondo Paige sbarrò gli occhi, confusa, ma data la situazione non si trattenne più e gli buttò le braccia al collo, mentre dall’alto si scatenò una pioggia di petali rossi sotto le note incalzanti della folla che esplose in un festoso applauso. Alla fine, quando tutto si chetò, si udì solo la voce di Paige che sussurrò un “grazie” al suo amato, che a sua volta la ringraziò per lo splendido omaggio alla sua gente: ― Andiamo, ora. – aggiunse infine il Turian col sorriso sulle labbra – La notte è giovane e noi abbiamo appena iniziato. È il momento di festeggiare!
― Fammi strada, dolce arca... – si fermò Paige, prima di correggersi: ― Voglio dire, dolce maritino mio. – poi, dopo aver raccolto il bouquet, i neo-sposi attraversarono insieme il corridoio fino all’ingresso.

Nell’ex appartamento di Anderson, il concetto di “giorno” e “notte” era relativo, ma tutti erano d’accordo su un unico particolare: la festa di Paige e Garrus poteva iniziare da qui, e senza cloni malvagi o cattivi intergalattici da uccidere... solo loro due, gli amici della Normandy e parecchio caos da far star male anche un Krogan robusto! Ebbene sì, niente banchetti giganteschi questa volta, e il ricevimento era stato ridotto a una festicciola intima, limitata a una ventina di persone. Paige era fatta così, festaiola ma non casinara come sosteneva sempre Michael, ma non per questo mai rinunciare a quella voglia matta di ballare tra le braccia di Garrus. Eppure, mentre metà della compagnia si rilassava e l’altra metà si scatenava come se non ci fosse un domani, la bella sposa guardò oltre la grande finestra del soggiorno a sognare e sospirare. Garrus ormai era abituato a questo lato fragile di Paige, anche se era brava a nasconderlo. Ciò che egli aveva notato il primo giorno in cui l’aveva conosciuta era la sua aura di ferrea determinazione, e in tutta onestà la bella Peacewalker era indubbiamente la guerriera più forte in tutta la galassia e pure oltre! Ma ora che vestiva i panni della sposa, poteva solo immaginare quanto fosse adorabile.
Si avvicinò furtivamente a quella splendida creatura, alle spalle, avvolgendo le braccia attorno alla vita. Era risaputo che Paige piaceva tanto ballare, ma guai a proporle classici come un tango o addirittura un lento, e in quel caso aveva la grazia di un Elcor ubriaco. Ella allora distolse la mente dai suoi oscuri pensieri e si voltò verso di lui in un timido approccio, afferrandogli entrambe le mani con una delicatezza insospettabile. Poi il loro contatto si trasformò in un abbraccio, mentre in sottofondo si sentiva un bellissimo brano tratto da Armageddon, un vetusto film di genere fantastico degli umani; in un attimo i due iniziarono a volteggiare e dondolare leggiadri al ritmo della musica. Lì la maggior parte degli amici interruppero quello che stavano facendo e raggiunsero senza fretta il luogo d’origine del meraviglioso prodigio: ecco il principe e la principessa insieme in un ballo lento e romantico, pensarono i più sensibili, e perfino i burloni non osarono prenderli in giro né tantomeno spezzare quell’incantesimo... troppo bello per meritarsi una battuta! Perfino Garrus era sorpreso di notare che Paige era migliorata moltissimo nei movimenti e che aveva già iniziato a apprezzare i lenti, poco importava se lo stava facendo per lui... lei voleva solo godersi il momento e basta: ― E non sei neanche riuscita a pestarmi i piedi! – le sussurrò il Turian in un orecchio, in tono scherzoso.
― Ma a me piace ballare! – rispose lei.
― Certo, è questo il problema... – e prima che l’umana potesse aggiungere altro, lui si chinò in avanti per baciarla. Era il solito balletto che gli piaceva tanto – delle labbra soffici simili a cuscini contro le placche rigide come unghie umane, che si fondevano insieme in un tutt’uno. Così immerso in quel sogno, non si accorse che Paige aveva sciolto l’abbraccio e gli stava accarezzando il lato del volto sfigurato dalle cicatrici, ma non si fermò finché non aveva apprezzato fino in fondo il gesto.
Con o senza l’abito da sposa, tuttavia, quella creatura così tenera e soffice rimaneva bellissima e desiderabile. Non solo per un umano, anche se egli aveva trovato conferma del fatto che lei manteneva una certa femminilità pur essendo un soldato con gli attributi; inoltre, quegli occhi scuri da cerbiatto sarebbero rimasti impressi per sempre nella memoria, così come il suo modo di sorridere così perfetto... era come vedere l’alba per la prima volta. Ma ora la musica era finita, gli sposi si separarono ma rimasero uniti solo per le mani, scatenando l’applauso degli amici circostanti fino a quando si udì una voce maschile per molti sconosciuta... un Turian, a giudicare dall'effetto distorsione. Evidentemente non avevano ancora avvertito Grunt nel non giocare con la porta e col suo ritornello «Tu non entri», «Passa, mi piacciono le torte», e così via; non l'avevano però avvisato della natura dell'ospite fino a quando questi annunciò: ― Paige W. Shepard! Che gli spiriti ti concedano un avvenire migliore!
― Evviva Paige e Garrus! - lo seguì a ruota un'umana, nell'inconfondibile uniforme dell'Alleanza, mentre camminava verso Peacewalker.
I due tesorini tentarono di ricomporsi meglio che poterono, dinanzi all'inaspettata visita. Niente panico, erano solo rispettivamente il padre e la madre degli sposi, i quali sembravano molto entusiasti che i loro figlioli avessero deciso di realizzare il loro più grande sogno: ― Contrammiraglio Shepard! - esordì Garrus, rivolto alla signora Jean, un attimo prima di sfoggiare un goffo saluto militare - È stato un onore combattere al fianco di sua figlia, è il soldato più in gamba che io abbia mai incontrato.
Mentre parlava, il Turian aveva lo sguardo fisso su Paige, diventando improvvisamente paonazzo in volto appena lo rivolse verso l'umana dai capelli rosso fuoco. Ma quest'ultima ridacchiò leggermente: ― Non essere così formale, Garrus! Puoi chiamarmi "mamma", se vuoi. - poi, tornando seria: ― Comunque sì, Paige è certamente qualcosa...
Inutile dire che Jean era molto contenta di vedere che la sua, per così dire, "bambina" si sentiva a suo agio in compagnia del neo-marito Turian, lo si capiva dal modo in cui si scambiavano moine e occhiate dolci, ed era arrivato il momento per lei di mostrare un ninnolo che le permettesse di ricordare le sue origini e che ci sarebbe stata anche la protezione dell'unico genitore che aveva. Di cosa si trattasse Paige non osava immaginare, ma poi vide sua madre tirare fuori qualcosa dalla sua borsetta; era sul punto di fermarla quando le porse una foto che ritraeva sua madre da giovane in compagnia di un uomo della sua stessa età o quasi. Era già incorniciata e nella riga sottostante recitava: «Jean e Frank Shepard, gli angeli dell’Alleanza»... e in un attimo Paige si accorse che l’aspetto della donna nella foto sembrava rimasto inalterato nel corso degli anni; Garrus invece si limitò a contemplare la scena sospirando intenerito: ― Quando arriverà il momento, - spiegò Jean - porta questa foto con te e appendila alla parete, in modo che tu possa ricordare ogni giorno di avere una famiglia!
Paige si commosse parecchio per il bellissimo gesto di sua madre e non si trattenne più; con gli occhi umidi si precipitò da lei e l'abbracciò forte, per ringraziarla di tutto: ― Ora goditi la festa, anzi la tua festa. - le sussurrò in un orecchio - Te lo meriti.
― È forse un ordine? - protestò sua figlia con calma e col sorriso sulle labbra.
― Peacy, hai fermato i Razziatori, al resto ci pensiamo noi. - poi rivolse l'attenzione a Garrus: ― Tratta con i guanti la mia ragazza. So che può cavarsela da sola in quanto biotica, ma un paio di braccia in più non fanno mai male.
L'altro sfoggiò di nuovo il saluto militare: ― Farò tutto il possibile per riportarla a casa sana e salva... mamma. - e invece di ricevere un aspro rimprovero per averla chiamata in quel modo, la sua manifestazione di altruismo venne ripagata con una leggera pacca sulla spalla. Non altrettanto felice fu l'anziano Turian che la precedette, che aveva osservato la scena con le braccia incrociate sul petto e lo sguardo accigliato che avrebbe incenerito chiunque. Sguardo che, per fortuna, si intiepidì alla vista di un'iconica umana, una leggenda, e forse la salvatrice di migliaia di esseri come lui... Ser Castis Vakarian, agente SSC in pensione e padre del più famoso guerriero Turian della Normandy. Inizialmente non avrebbe mai accettato un'umana come moglie per suo figlio, ma pare avesse cambiato registro dopo aver assistito alla collaborazione delle rispettive specie nella Guerra dei Razziatori, trasformando l'antica rivalità in un'amicizia fraterna. Il vecchio non era venuto solo per portare gli auguri ai neo-sposi ma anche per consegnare una specie di riconoscimento all'umana: ― Comandante Paige W. Shepard della Normandy. - cominciò - Per aver salvato la vita non solo di mio figlio e della mia famiglia, ma anche della mia gente, ti prego di accettare questo dono in nome di Palaven. - e questo dono consisteva nell'applicare sul volto dell'umana gli stessi tatuaggi blu di Garrus, facendola apparire un loro pari: ― Ti nomino Turian onoraria e membro del clan Vakarian. - aggiunse infine Castis, dopo aver risposto con cura il vasetto della vernice - Inoltre, sarò lieto di accoglierti a casa mia con il rispetto che meriti, e mi assicurerò che tu venga trattata come un'amica sul suolo Turian. Che gli spiriti ti arridano... Serah Vakarian.
Il che voleva dire che Paige potrebbe essere l'unica umana ad aver mai messo piede su Palaven in tempo di pace, dal momento che la sua specie era sempre stata malvista fin dai tempi della Guerra del Primo Contatto: ― Grazie, Castis. - era tutto ciò che poteva dire - Ne sono onorata.
Lo salutò con un elegante inchino, ma anche Garrus sembrava felice di rivedere l'anziano genitore e pareva che gli avesse mormorato: «Abbi cura di te, papà» leggermente emozionato. Per quanto fosse un pensiero a fil di voce, l'altro aveva sentito perfettamente e lo abbracciò forte: ― Anche tu, Garrus. E non cacciarti nei guai! - furono le sue ultime parole prima di congedarsi.
Quando infine la festa stava per finire e tutti gli invitati erano quasi al limite delle loro forze, l'ex paladino di Omega aveva un'ultima sorpresa per la sua signora ma promise di mostrargliela al momento opportuno. Prima infatti doveva portarla in un angolino tranquillo a osservare le stelle, forse una delle cose che adorava di più, e quale modo migliore per farlo se non portarla in braccio come le spose umane! Paige si ritrovò così a lasciarsi sollevare da terra e sperare che Garrus non la facesse cadere oppure, appena appartatisi, non tirasse fuori il discorso dell'"allungo" e della "flessibilità".
Per fortuna non era niente di tutto questo. Il cielo stellato era olografico, così come era finto lo scorrere dello stesso, ma nonostante tutto era più che sufficiente a vedere un bel sorriso sul volto di Paige: ― Ci sono perfino le stelle cadenti! - aggiunse, osservando una striscia luminosa apparire in un angolo e scemare in quello opposto. Non sciolse nemmeno l'abbraccio, poiché voleva ammirare insieme all'amato Turian la pioggia di scintille che luccicavano oltre la nebulosa.
― Mi sbaglio, - si incuriosì lui - o avevi detto che gli umani, quando vedono queste cose, esprimono un desiderio?
― Cosa dovrei desiderare, se ho già compiuto il mio dovere e ho sconfitto i Razziatori? E ci siamo perfino sposati! - ridacchiò Paige; poi il suo tono si addolcì: ― Forse non lo sai, Garrus, ma ho sempre voluto che i desideri si avverassero anche nella realtà, non solo nei sogni.
Lui sospirò e le sollevò leggermente il mento, guardandola dritta negli occhi: ― Allora rendiamo le cose un po' più semplici, qualcosa che potrebbe avverarsi se ci sforzassimo un po'... come una promessa.
― Non prometto mai se non sono sicura di poter mantenere la parola, perciò non aspettarti che io ti regali un bambino Turian-umano... i destro e i levo-amminoacidi non vanno molto d'accordo, sai?
Un'allegra risata, poi Garrus tornò a parlare: ― No, hai ragione. Dopotutto hai detto tu stessa che ne avremmo adottati un paio. Scherzi a parte, quello che intendevo dire è... se tu promettessi di restare con me fino alla fine del tempo.
Paige annuì e strinse le braccia attorno ai suoi fianchi. Anche con i tacchi alti riusciva a raggiungere il volto per un tenero bacio sulle labbra, sebbene i due avessero già affrontato l'argomento e avessero già giurato di vivere insieme. Ora li attendeva solo un roseo futuro, come l'abito della bellissima sposa umana nota come Peacewalker.

Seconda parte. Una nuova casa

La festa più bella che avesse mai partecipato. Questo pensava Paige mentre si sforzò di aprire gli occhi nel mezzo di uno sbadiglio, nel patetico tentativo di svegliarsi da una fiaba troppo bella per essere vera. Al suo fianco, per la prima volta, trovò uno spazio vuoto là dove di solito Garrus ronfava come un ghiro... che fosse davvero un sogno e tutto ciò che aveva vissuto fino ad allora era stato solo il frutto della sua immaginazione? Saltò giù dal letto, col cuore in gola, poi cercò dappertutto quegli occhi azzurri che tanto amava fino a quando si affacciò rassegnata ai finestroni del soggiorno ad ammirare l’alba, sperando di riuscire a svegliarsi davvero affogando il suo sguardo in quel tripudio di giallo e rosa dell’aurora. Per fortuna non era un sogno, perché udì un dolce “buongiorno” alle sue spalle – il suo neo-marito Turian col pigiama sfatto e con una tazza di tè caldo in mano, ovviamente per l’amata umana. Lei non osò fare altro che intenerirsi e allo stesso tempo rimproverarlo: ― Cosa fai qui, sveglio a quest’ora? Torna al letto!
― Non posso, sharim. – fu la risposta – Ho chiesto un favore a Joker e devo rispettarlo. – dopodiché, prima che potesse ripetergli l’ordine di tornare a dormire, la invitò con gentilezza a fare colazione insieme. Grazie a Dio, i pancake farciti e il tè furono sufficienti a raddolcire la sua principesca moglie umana: ― Pronta a partire? – le chiese infine col sorriso.
Paige lo guardò come se fosse ammattito: ― Per andare dove, esattamente?
Ci fu una pausa prima di rispondere, sempre con fare misterioso: ― Se te lo dicessi adesso, non sarebbe una sorpresa. Ma ti basta sapere che andremo in un bel posticino al calduccio, perciò mettiti qualcosa di leggero.
Paige ubbidì senza aggiungere altro. Così, dopo un lavaggio sommario e aver indossato un top blu e un paio di pantaloncini N7, impacchettò tutto il necessario e cercò in modo buffo di sistemare gli ultimi ritocchi come raccogliere i capelli in una coda di cavallo e infilarsi le ballerine; anche Garrus si era vestito a tema e i due poterono infilarsi a bordo della Normandy il più velocemente possibile prima che potesse partire con a bordo l’equipaggio mezzo addormentato. La sua comandante invece era sveglissima, merito soprattutto non tanto del tè quanto della curiosità scatenata da Garrus, il quale si rifiutava di rivelarle la natura della loro destinazione. Non si scambiarono nemmeno una mezza parola quando la fregata si catapultò sulla Terra, il cui clima era completamente diverso ora che non c’era più niente e nessuno a minacciarla. Appena sbarcati con i bagagli, i due tesorini proseguirono il tragitto in navetta.
Era agosto, quindi piena estate, e la temperatura era spesso al di sopra dei 30 gradi ma non troppo, per cui non c’era alcun pericolo di morire soffocati dall’afa. Il paesaggio circostante, poi, era ai limiti dell’idilliaco e sembrava incontaminato dalla furia dei Razziatori di dieci anni prima, neanche un edificio o una casa era stato raso al suolo - tuttalpiù erano un po’ decadenti, ma era normale. Tuttavia, non era questa la destinazione finale, ma solo un po’ più in là, a sud-ovest, verso il Mediterraneo, fino a che la Kodiak si fermò nei pressi di una deliziosa casetta a due piani con vista sul mare, e in quanto tale dava accesso a una piccola spiaggia attraverso una lunga rampa di scale scolpite nella pietra: ― Eccoci arrivati! – annunciò Garrus mentre scendeva dal veicolo, seguito subito dopo da Paige.
Uscirono all’aria aperta mano nella mano, fino alla porta d’ingresso alla fine di un vialetto lastricato, al riparo dal sole bollente sotto un portico le cui colonne erano avvolte da ciuffi di profumatissime rose rosse della rara varietà “Re Alistair”. Sulla soglia, esattamente sotto i loro piedi, campeggiava un divertente zerbino di “non benvenuto”, forse messo lì apposta per tenere lontani i malintenzionati. Mentre Garrus si affannò a trovare la chiave, Paige osservò le delicate pareti esterne dell’edificio a buccia d’arancia e rivestite di bianco, affinché gli interni restassero sempre freschi durante le ore più calde; svoltato l’angolo, ecco spuntare un piccolo giardino col manto erboso più vicino a una moquette che a un prato vero, per quanto era soffice e ben curato, ed era munito di qualsiasi cosa rendesse perfetto quell’angolo di paradiso: c’era perfino un vecchio albero centenario con la chioma ancora intatta, sotto il quale era allestito un tavolo e un pugno di sedie tutte intorno e un’adorabile altalena con la seduta a forma di divano, abbastanza grande da accogliere tre persone. Da quella posizione si riusciva a scorgere una veranda con la balaustra in vetro e acciaio, arredata con un armadio per gli attrezzi e una panchina... su cui poter sedersi e ammirare le stelle da un altro punto di vista. Appena buttò un occhio all’orizzonte, verso il mare, vide il relitto del tutto inerte di un Razziatore, o quel che ne restava, abbandonato in un angolo sulla sabbia – motivo per cui quella mini-spiaggia era deserta.
Ora era possibile entrare in casa. Subito dopo l’ingresso, ci si ritrovava in cucina, con i top bianchi e i corpi rosso ciliegia, e il frigo e le dispense erano già riforniti di cibo per levo e destro-amminoacidi, tutti in comparti separati per evitare brutte sorprese. A poco a poco Paige capì che Garrus le aveva regalato una nuova casa, ma non disse nulla e guardò oltre. Come ho già detto, l'edificio aveva così tante stanze che si estendeva su due piani, e il soggiorno - posto a destra della cucina - copriva quasi tutto lo spazio del piano terra. Due divani in velluto scuro, uno a due posti e l’altro a tre, erano disposti ad angolo proprio di fronte a un caminetto elettrico incassato nel muro, mentre alle spalle si presentava un tavolo rotondo di cristallo attorno al quale, per il momento, c’erano solo due sedie imbottite con la seduta tempestata di stelle. Sempre nei pressi della porta d’ingresso c’era una rampa di scale per l’accesso al piano superiore.
La parete principale del corridoio sfoggiava una gigantografia della Normandy e con tutti i membri dell’equipaggio ritratti con la tecnica delle silhouette sul lato sinistro, mentre quello destro era occupato dall’elenco dei caduti proprio come nel memoriale sulla sua ex nave. Tuttavia, la prima stanza era la camera matrimoniale, nella quale il rosa e il blu erano in completa sintonia a partire della stampa gigante posta dietro il letto: per Paige aveva un’aria familiare, perché rappresentava uno dei suoi disegni a silhouette, più precisamente la sua “Archangel e Peacewalker” - una figura maschile in blu con l’aspetto a cavallo tra Batman e Garrus con tanto di mantello e maschera e una femminile in rosa somigliante a una fata, che si tenevano per mano e si guardavano teneramente negli occhi. Se l’armadio era già colmo di vestiti di ogni sorta e il letto provvisto di lenzuola pulite e profumate, voleva dire che anche quella stanza era ben fornita. Lì c’era una specchiera con portacipria, sul cui piano di lavoro Paige trovò una cassetta piena di gioielli e un angolino perfetto dove posare la foto dei suoi genitori adottivi. Accanto alla stanza da letto c’era, ovviamente, il bagno e la porta dopo ancora recava il cartello “Ripostiglio” e quando vi entrò... altro che ripostiglio! Sembrava l’armadietto dei gadget dei supereroi, alle cui pareti erano appesi i fucili preferiti di Garrus – incluso il Black Widow col cuore - e su quella attigua le sue mitragliatrici tra cui la Tempest. Sotto di esse, una scrivania vintage tutta rattoppata su cui modificare le armi e un armadio per corazze in fondo allo stanzino completavano l’arredamento di questo insolito ambiente. Altro ambiente insolito era la seconda porta col cartellino, che questa volta diceva “L’angolo di Peacy”: era il suo studio in cui metteva in mostra il suo talento artistico durante i ritagli di tempo libero, e anche i suoi libri preferiti come i racconti mitologici, i romanzi più famosi del momento e i suoi stessi manoscritti avevano un posto riservato! Oltre a queste meraviglie, però, lei non poteva andare, perché le ultime tre porte erano chiuse a chiave ed era impossibile sbirciare al suo interno.
Quando Garrus fece finalmente capolino, curioso di sapere come avrebbe reagito la sua donna, rimase molto deluso; lei non era solo felice, ma tutto ciò che vedeva le era piaciuto moltissimo... aveva centrato l’obiettivo! Ecco perché lei quasi gli saltò addosso e lo ringraziò con un tenero bacio: ― Hai fatto tu tutto questo? – gli sussurrò – È bellissimo!
― Non tutto da solo. – sussurrò lui a sua volta, abbracciandola – Ho chiesto aiuto a Joker, Michael e tutti gli altri... ed è tutto nostro! Inoltre, a parte la Normandy, non abbiamo nessun posto da chiamare casa, così... – non riuscì a finire la frase, poiché Paige gli serrò le labbra con un altro bacio, più grande, a dimostrazione di quanto lo amasse.
Solo il suono delle parole "tutto nostro" provocarono in Paige un senso di pace e calma, e sollevò lo sguardo verso gli occhi cerulei di Garrus mentre sul volto sfoggiò un altro splendido sorriso prima di mormorare con un filo di voce: ― Grazie, caro... per ciò che hai fatto e per avermi accettata come moglie. Hai perfino indossato un abito della mia specie riadattato... e gli elementi umani nella cerimonia mi sono davvero piaciuti.
― E io ringrazio te, sharim, per lo stesso motivo. Sono certo che apprezzerai ancora la cultura Turian. - poi, accarezzando dolcemente il viso, le chiese: ― Ora, c'è qualcos'altro che posso fare per te?
― Ho sempre voluto vedere il mare...
Non poteva fare altro che accontentarla. Preso un telo colorato, passarono per la grande porta di vetro sul retro, poi scesero la scalinata in pietra che si affacciava sulla spiaggia e si fermarono per un momento. Paige non vedeva una cosa del genere da anni ed era bellissimo poter di nuovo sentire la sabbia sotto i piedi, per questo si tolse le scarpe e proseguì fino ai margini del bagnasciuga dove posò a terra il telo su cui sedersi – Garrus, con un’espressione mista a curiosità e paura, si limitò a seguirla, come al solito mano nella mano.
Era una giornata perfetta, il sole era appena sorto e una brezza leggera rendeva tiepida l’aria circostante; Garrus se ne stette misteriosamente in silenzio a guardarsi intorno, come se fosse la prima spiaggia che visitava... e infatti lo era, visto che su Palaven neanche esistevano, perciò tutto ciò che vedeva era nuovo per lui! Intanto Paige si fermò e si sedette sul telo, invitando il Turian a fare altrettanto con un cenno della mano e un sorriso; dopodiché anche lui si tolse le scarpe, per sentire quella stessa sensazione della sabbia tra le dita. Solo che era un po’ diversa, per i suoi piedi punteggiati di scaglie, ma gli piaceva.
Mentre si lasciava cullare dall’incresparsi delle onde sulla riva, Paige abbandonò lentamente la testa sulla spalla di Garrus, lo sguardo rivolto verso l’immenso tappeto blu e le mani di entrambi sempre più intrecciate tra loro: ― Chi avrebbe detto che mi sarei ritrovata sulla spiaggia accanto a un Razziatore morto e senza temere di essere indottrinata? – disse improvvisamente l’umana, assaporando un po’ d’aria salmastra – Ancora non riesco a credere che ce l’abbiamo fatta. Sono tornata a casa viva... tu sei vivo!
― Ti avevo dato un ordine e tu l’hai eseguito. – aggiunse il Turian, guardandola negli occhi – Se non fosse stato per me, ora ti avrei preso a calci!
L’altra sogghignò di gusto alla battuta, apprezzando il tono sarcastico della stessa: ― Come potrei mai ignorare l’ordine del mio ufficiale Turian preferito?
― Come ha detto tua madre, sei certamente qualcosa: il mio angelo custode, la mia eroina... senza di te, oggi sarei ancora quel giovane e impacciato agente dell’SSC e, be’... sarei anche morto. Da quando sei entrata nella mia vita, mi hai aperto gli occhi. E non sarei diventato il supereroe Turian “buono e carino” che sono oggi!
Paige si fece attenta, sospirando delicatamente; con gli occhi da cerbiatto fissi su di lui, i lunghi capelli scuri al vento e le labbra rosee piegate in un leggero sorriso la facevano apparire così perfetta: ― Quello che sto cercando di dirti è che non riesco a immaginare una vita senza di te. Sei la donna migliore che io abbia incontrato, più forte di qualunque altro Turian, e tanto potente da distruggere i Razziatori... e non parlo solo dei tuoi poteri biotici! So che apparteniamo a due specie diverse, ma questo non ha intaccato quello che provo per te e quanto io ti trovi bella...
Colpito e affondato! Aveva appena pronunciato le paroline magiche per farlo diventare paonazzo per l’imbarazzo e far ridere l’umana che aveva di fronte; cavolo, andavo così bene, pensò. Ma il riso lasciò spazio alla gioia, e Paige strinse forte suo marito e lo riempì di amore, con un unico bacio appassionato che venne ricambiato immediatamente: ― Paige, io... – ansimò Garrus, in un modo simile all’ultima notte a Londra – Ti amo anch’io. Ora posso considerarmi il Turian più fortunato di questa dannata galassia!
Ma se questa potrebbe essere la parte più bella della storia, come tutte le fiabe anch’essa ha dei lati oscuri. E Paige lo scoprì a caro prezzo diverso tempo dopo...
Era autunno, fuori pioveva. Sua madre aveva lasciato per lei un borsone pieno di vestiti nuovi, per ora tutti estivi, poi udì dei mugolii provenire dalla sua stanza, e non erano per nulla allegri - sembravano quelli di una persona che piangeva per qualcosa. Paige allora si precipitò in stanza e vide Garrus effettivamente triste e singhiozzava, seduto sul letto, con un datapad in mano. Inutili i tentativi di chiedergli se stesse bene, in lui c'era sicuramente qualcosa che non andava, a cominciare dal messaggio sul piccolo computer: «Il dottore ha detto che non le resta molto da vivere. La sindrome di Corpalis è già in uno stadio troppo avanzato per iniziare la terapia. Tutto ciò che possiamo fare è assicurarci che stia bene finché il tempo glielo concede». Purtroppo quel messaggio era giunto troppo tardi, perché il testo seguente annunciava la funesta notizia della morte della paziente, e non una qualsiasi... era la madre di Garrus.
In effetti il Turian non parlava spesso di suo padre da quando aveva conosciuto Paige, ma mai dell'altro genitore, forse per evitare di raccontarle che era malata da lungo tempo e, di conseguenza, non voleva portare altro dolore... e così era stato. Ora l'umana voleva dirgli qualcosa per consolarlo, ma non ci riusciva; non sapeva neanche se fosse pronta a farlo. Gli rivolse comunque la parola poco dopo, a distoglierlo dal vortice dei suoi pensieri, gli occhi ammiccanti nel tentativo di riportarlo alla realtà. Paige era in piedi davanti a lui, coi capelli al vento e il vestitino rosso lungo fino alle ginocchia, poi gli si sedette accanto per abbracciarlo più forte che poteva senza mai smettere di sentire i suoi singhiozzi e le lacrime che le inumidivano il viso - erano fredde come le gocce di pioggia invernale. Quando infine Paige ruppe il silenzio, le sue parole le uscivano dal cuore: ― Se c'è una cosa che ho imparato da perdite come queste, è non lasciarsi sopraffare troppo dal dolore e guardare avanti. Certo, hai perso tua madre, ma ti restano ancora un padre, una sorella e una moglie affettuosa che ti sosterrà sempre anche nelle ore più buie. Tu sei un guerriero, non un bambino, perciò devi essere forte anche di fronte alla morte. E non preoccuparti per tua madre; ovunque sia, sono certa che ti osserverà dall'alto... come uno spirito benevolo!
Quanto gli piaceva quel sorriso. Un piccolo gesto che scacciò del tutto o in parte la sensazione di morte che li avvolgeva entrambi, e l'umana non poté fare altro che guardarlo dritto negli occhi nel bel mezzo della stanza stranamente silenziosa, nella quale fino a poco prima riecheggiavano i singhiozzi del Turian. Lui si schiarì la voce, il volto imporporato dall'imbarazzo: ora sarebbe arrivata la parte in cui l'avrebbe trascinata a letto, dopo averle strappato i vestiti di dosso, e si sarebbe scatenato sotto le lenzuola, accecato dall'amore e dal desiderio di averla solo per sé... peccato però che tutto questo accadesse solo nei film e nei scandalosi video che gli aveva passato Joker! Garrus non era stupido, solo inesperto in questa nuova visione del rapporto di coppia: sapeva solo che l'amava più delle stelle della galassia e più di chiunque altro in vita sua. Ma quando Paige gli sorrideva in quel modo, così genuino, gli era impossibile convertire i suoi pensieri in parole, e ciò lo rendeva incredibilmente felice. Si sentiva al sicuro, tra le braccia di un'umana, solo che ad ogni sorriso gli cresceva il proverbiale mal di pancia dovuto a... com'è che si dice tra gli umani? Ah, ecco: avere le farfalle nello stomaco! Con gli occhi ancora umidi, allungò una mano sulla spalla della donna prima di trascinarla per tutta la lunghezza del braccio, in una carezza; dopodiché Paige riprese a parlare: ― So che questa perdita ti pesa, Garrus, ma voglio che tu sia felice... almeno per me. - poi, per istinto, lo strinse in un caloroso abbraccio, stampandogli dei piccoli baci sul collo per consolarlo. Nello sentire così tanto affetto, il Turian finalmente sorrise come se le dicesse: «Sto bene, grazie a te».


***

Il mondo, tutt'intorno a lui, stava cadendo a pezzi. Esplosioni spaventose squarciavano il terreno, rumori di spari quasi dappertutto. La testa gli ronzava per lo shock, un trauma, sopraffatto dalla forma più pura di rabbia che avesse mai provato. Delle parole dolci-amare riecheggiavano nella mente, nel cuore, in ciò che gli umani chiamano anima. Gli riempivano il cervello di immagini del suo sorriso, il più perfetto che avesse visto, in contrasto col sangue e il volto segnato dalla stanchezza: «Ti amerò sempre».
Ci erano voluti tre uomini - Tali compresa, che era con lui - per trascinarlo a bordo della Normandy e impedirgli di prendere una navetta e tornare giù, in quell'inferno troppo pericoloso; perfino il suo migliore amico Michael osò sferrargli una gomitata per farlo rinsavire prima che, impazzito dal desiderio di rincorrere la donna che amava, cercasse di compiere qualche gesto azzardato. Volavano ingiurie tra lui, il Turian e l'altro ufficiale umano, il tenente Williams, la quale gli urlò in faccia qualcosa mentre cercava di tamponare le ferite inferte poco prima. Garrus voleva urlare di dolore, ma era tale che quasi non riusciva a contenerlo: ― Aprite quelle fottute porte! - era tutto ciò che la gola, tesa al massimo, gli permetteva di articolare, sordo ai richiami dei compagni. Quella follia doveva finire, così Ashley, rassegnata, lo trascinò accompagnata da Michael verso un angolo su cui sedersi... o perlomeno nel tentativo di metterlo in salvo, per ordini della Comandante Peacewalker. Anzi, di Paige W. Shepard. Da sola in mezzo a quel casino, aldilà di quelle maledette placche metalliche, oltre le quali Cortez non poteva più avventurarsi. La sua comandante... l'amore della sua vita! No, non poteva lasciarla da sola. Era troppo per lui, lo stava distruggendo dall'interno, e... no, non ne poteva più! Approfittare della Normandy non ancora staccatasi da terra, forzare il portellone e saltare giù, a combattere l'ultima battaglia al suo fianco, morire al suo fianco. 
Con la vista appannata, gli effetti di essere stato strattonato da due persone cominciavano a sentire. Scosso, nauseato, quasi cadde a bocconi sulla terraferma. Fu allora che iniziò a sputare sangue, ne colava perfino da sotto la corazza, dal volto, dalle gambe: ― Lo avevi promesso. - mormorò, con un filo di voce.
― Alzati, Garrus! - gli urlò Michael, mentre cercava di tirarlo su, aiutato da Ash - Così peggiori solo le cose!
― Se la caverà, se solo...
― Non è mentendogli che riusciremo a farlo stare meglio. Paige sta facendo il suo dovere, è un'eroina dopotutto. So che vinceremo questa dannata guerra!
Anche "Mickey" - così Garrus era solito chiamare l'amico biotico - stava sbraitando ma il Turian non prestava ascolto; si era ormai smarrito da qualche parte in un fazzoletto di galassia vuota e noiosa senza stelle, alcune delle quali piovevano dal cielo come palle di fuoco. Una mano, vuota e indolenzita, annaspava sul ginocchio in cerca di qualcosa... aveva perso il fucile, aveva perso Paige, aveva perso la battaglia. Un ultimo sussurro: ― Lo avevi promesso. 
Con le ultime energie rimaste in corpo, guardò alla finestra: fiamme dappertutto e fumo tagliato in due dalla cruda luce dei laser. Poi uno spesso velo nero gli offuscò la vista e si addormentò su un fianco. Il mondo non era mai stato così buio.

***

Gli occhi di Paige si aprirono all'improvviso appena sentì qualcuno ansimare, proprio sotto il suo naso. Mettendosi a sedere nel letto, soltanto un istante dopo si accorse con stupore che Garrus si era improvvisamente svegliato con un sussulto quasi allo stesso modo della stessa Paige dopo i continui incubi che la tormentavano durante la notte, nella Guerra dei Razziatori... gli "incubi del bambino in fiamme", li chiamava. 
Il Turian era letteralmente nel panico, respirava a stento, aveva perfino pianto nel sonno! Paige gli concesse un minuto per ricordargli dove si trovava e che tutto ciò che aveva sognato non era la realtà, poi gli rivolse la parola, preoccupata: ― Brutto sogno?
― Non è una cosa che mi capita spesso, sai? - fu la risposta. Neanche le dolci carezze di Paige riuscirono a calmarlo, eppure ne aveva il potere la voce dell'umana, soffice e tenera, che gli chiedeva gentilmente di raccontare cosa avesse sognato di tanto terribile.
Garrus sospirò, il suo cuore si era già rilassato e tornò quasi alla normalità nel momento in cui lei gli afferrò teneramente una mano. Intanto, più i due parlavano, più la fitta al petto si scioglieva fino a che il buonumore cancellò ogni traccia di dolore. Erano comunque dei veterani, quindi capitava che almeno uno dei due avrebbe sofferto di disturbo post-traumatico da stress, seppur fossero solo episodi estremamente rari... come quello che era appena capitato allo sfortunato Turian! Morire da solo, dopo aver lasciato la comandante che amava a svolgere il suo dovere, e forse aspettarla da solo al bar in Paradiso... no, il loro destino era morire insieme di vecchiaia, nella loro casa, magari con due o tre figli! Alla fine Garrus si rituffò tra i cuscini e allungò le braccia verso Paige per avvolgerla in un caldo abbraccio, premendo il naso contro il viso e inspirando a fino quasi come se volesse assaporare a fondo il profumo della sua pelle e quello di menta fresca del quale erano impregnati i suoi capelli, il suo shampoo preferito: ― Parla ancora, ti prego! - le supplicò a bassa voce - Dimmi qualsiasi cosa, o canta una canzone, basta che continui a parlare.
Ricambiando l'abbraccio, Paige lo sentiva già sbadigliare, ma era troppo tardi per cantagli qualcosa e anche lei aveva bisogno di riaddormentarsi. Perciò si limitò a dirgli la cosa più semplice del mondo, con quel famoso sorriso che gli riscaldava il cuore: ― Sappi solo che ti amo, e ti amerò sempre.
― Ti amo anch'io, sharim. - e da quel momento il sonno tornò sereno e felice.
Era già trascorso un anno. Quella mattina fu una giornata apparentemente normale, o quasi. Paige fu svegliata dal suono del mare proveniente dalla finestra; lei amava il mare, nonostante il breve tempo che le aveva dedicato a causa del volo spaziale, ma non c’era nulla di più rilassante dello scroscio delle onde che s’infrangevano sulla sabbia. I gabbiani starnazzavano, il sole era appena spuntato nel cielo, e la bella principessa lentamente si destò dal mondo dei sogni. Voleva solo portarsi una coperta e scendere in spiaggia a godersi l’alba insieme all’uomo che amava... un adorabile Turian dal comportamento sempre più vicino a quello di un umano.
Sebbene il tocco delicato delle dita di Paige non avesse perso il loro potere rilassante, Garrus continuava ad avere gli incubi sulla sua precedente vita da soldato e lei lo sapeva, poiché anche Paige in passato soffriva d’insonnia a causa dei continui brutti sogni... ma basta guardarsi allo specchio che tutto ciò che aveva vissuto non era reale. I tatuaggi del clan Vakarian in bella mostra sul viso rendevano impossibile pensare ad altro. Per l’ex arcangelo di Omega aveva bisogno di vederla, toccarla, sentire la vita scorrere sulla sua pelle prima di poter rilassarsi davvero. Non c’è Shepard senza Vakarian, dopotutto, no?

*** FINE ***